Archivio della categoria: venezia

Caravaggio e Venezia

 

 Caravaggio e Venezia

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano nella città di Milano.

Michelangelo Caravaggio

Vocazione di San Matteo- Caravaggio

Qui Caravaggio recepisce i modi di due tradizioni diverse: da un lato il realismo lombardo, dall’altro il rinascimento veneto, con il quale viene in contatto quando Peterzano lo porta con se in alcuni viaggi a Venezia,dove ha modo di lasciarsi suggestionare dalle opere di straordinari artisti, e dove conosce l’arte del Tintoretto.

Influenza Veneziana

….Con il Martirio di San Matteo ha inizio la “poetica caravaggesca” del rapporto luce-ombra che poi si svilupperà nelle opere successive.

Nel dipinto rappresentante la Vocazione di San Matteo il racconto è immerso nella realtà del tempo, con personaggi con abiti moderni. La luce è l’elemento caratterizzante l’intera opera. E’ una luce soffusa che non entra dalla finestra ,fuori scena sulla sinistra ,ma da oltre il braccio del Cristo che emerge dall’ombra sulla destra.
Davanti a quest’opera considerata meravigliosa dai contemporanei lui dice sinceramente:
Io vedo soltanto un’imitazione di Giorgione”
U’altra influenza veneziana, e Lorenzo Lotto.Ritroviamo anche nelle sue opere gli sguardi lotteschi meditabondi e psicologicamente intensi, come quelli del Ritratto di giovane (della Gemäldegalerie di Berlino) e quello di Ludovico Grazioli di collezione privata.

Giove, Nettuno e Plutone

 

Caravaggio Jupiter Neptune Pluto

Caravaggio Jupiter Neptune Pluto

E un dipinto eseguito dal Caravaggio intorno al 1597, e conservato nel casino di Villa Ludovisi, a Roma.
Il dipinto venne realizzato su commissione del suo protettore , Francesco Maria del Monte, sul soffitto della villa del cardinale presso porta Pinciana. In questo camerino, il cardinale si dilettava nell’alchimia e, per tale ragione, Caravaggio vi dipinse un’allegoria della triade alchemica di Paracelso – Giove, personificazioni rispettivamente dello zolfo e dell’aria, Nettuno del mercurio e dell’acqua, e Plutone del cloruro e della terra.

È l’unica pittura murale eseguita dall’artista che aveva sempre dipinto ad olio su tela ed aveva poca pratica nella tecnica della pittura murale .Sapendo che l’olio su muro e difficilissimo da fare perché tende di oscurarsi,staccarsi,perdere la pellicola pittorica ,Michele inizia a studiare le pitture dell’artista veneziano Sebastiano Luciani detto dal Piombo.
Il dipinto ha mostrato il suo volto evidenziando tre divinità mitologiche, Giove, Plutone, Nettuno intorno ad una sfera celeste costellata dei segni zodiacali, con l’aggiunta di due globi luminosi. Dentro la sfera, ruota una fascia con i segni zodiacali.La raffigurazione caravaggesca è un’allegoria del processo alchemico.  I tre dei rappresentano la trasmutazione della materia nei tre stati fondamentali (solido/ liquido/ gassoso), da cui si genera la pietra filosofale ” come geroglifico dell’universo e con essa la luce, rappresentata dal grande globo luminoso dove si uniscono il principio maschile, il Sole e quello femminile, la Luna.
Le sue opere saranno giudicate poco dignitose ,in alcuni casi oltraggiose .Il motivo principale e la scelta dei modelli .Utilizzava prostitute per dipingere le madonne,malati e barboni come modelli per i santi.Inventa un suo particolare repertorio dipingendo giovani presi dalla strada, messi in posa.

Famoso e ammirato nella vita fu quasi dimenticato nei secoli successivi alla sua morte,e solo al inizio del XX secolo la sua importanza nello sviluppo dell’arte pittorica fu universalmente riconosciuta.

Ernest Hemingway ,Venezia

 

Ernest Hemingway
Nasce il 21 luglio 1899 a Oak Park (sobborgo di Chicago).Fin da piccolo impara a praticare diversi sport, fra i quali il pugilato. Il fisico muscoloso, il carattere da attaccabrighe, la predilezione per le grandi mangiate e le formidabili bevute lo rendono un personaggio unico dell’alta società internazionale.

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway a Rialto

Il 6 aprile 1918 si presentò come volontario per andare a combattere in Europa con il Corpo di spedizione americano del generale Pershing. Partito con la croce rossa da Chicago, America ,come soldato riformato per un problema all’occhio sinistro,arrivo nel maggio 1918 a Schio ,Italia,in piena guerra mondiale.
Ferito alle gambe ,l’8 luglio del 1918 a Fossalta di Piave,riusci a trascinare sulle spalle un suo amico soldato ,fino allo svenimento.I dottori gli tolsero una trentina di schegge dal piede e dalle gambe.Una settimana dopo ,a Milano, gli tolgono altre 227 schegge. Compiva 19 anni.

Cosi nacque “Addio alle armi”,pubblicato più tardi,nel 1929 ,che viene salutato con entusiasmo dalla critica e gratificato da un notevole successo commerciale.La sua nuova tecnica narrativa riusci ad influenzare successivamente generazioni intere di scrittori.

hemingway al mercato del pesce

hemingway al mercato del pesce

Si reca poi in Spagna, da dove manda un reportage sulla Guerra civile. Qui aderisce al Fronte Popolare e collabora alla riduzione cinematografica di “La terra di Spagna”.
Tra le opere più straordinarie dello scrittore sono “I quarantanove racconti”, pubblicata nel 1938,che contiene vari racconti tra cui “La capitale del mondo “, “Breve la vita felice di Francis Macomber” e “Le nevi del Chilimangiaro”.
Nel febbraio del 1939 lo troviamo a Cuba lavorando al romanzo “Per chi suona la campana.”
Nel 1944 partecipa alla seconda guerra mondiale.Costituisce una sua sezione del servizio segreto e una unità partigiana con la quale partecipa alla liberazione di Parigi.

Dopo il 1947 Ernest Hemingway trascorre parecchio tempo in Italia. Soggiornò  soprattutto fra Venezia, l’isola di Torcello, Cortina e la laguna di Caorle, dove andava spesso a caccia, ospite di famiglie aristocratiche della zona.

A Venezia, stringe amicizia , con la diciannovenne Adriana Ivancich. La giovane e lui stesso sono i protagonisti del romanzo che sta scrivendo, “Di là dal fiume e tra gli alberi (1950) ,ambientato proprio nei luoghi veneti conosciuti dall’autore .
Si fotografa a Rialto,nel campo della Beccaria ,con il mercato del pesce,che secondo lui assomiglia ad un museo,

d'avanti a hotel Gritti

d’avanti a hotel Gritti

alloggia ad hotel Gritti,alla locanda Cipriani a Torcello,

si ferma al caffè Floriano,e al Harri’s bar ,dove sorseggia il suo “Montgommery”.

Alla fine di marzo,1954,dopo un incidente aviatico, dimagrito di dieci chili, raggiunge Venezia dove il Conte Federico Kechler lo raggiunse e lo accompagnò in varie cliniche per esami  radiografici e visite più complete.

 

Ernest Hemingway,d'avanti alla locanda Cipriani a Torcello

Ernest Hemingway,d’avanti alla locanda Cipriani a Torcello

L’amore per le situazioni di pericolo e il senso della morte lo porto a esperimentare varie avventure nella guerra,ma anche nella vita privata .I numerosi incidenti occorsi nella sua vita in buona misura sono conseguenti al suo voler vivere sempre esperienze limite.
Dopo un nuovo  incidente ,profondamente depresso perché pensa che non riuscirà più a scrivere, il 2 luglio 1961, prende il suo fucile , appoggia la doppia canna alla fronte e si spara.

 

 

A Bassano del Grappa il museo della grande Guerra ,nel’elegante palazzo Ca Erizzo Luca accoglie una sezione dedicata a Ernesto Hemingway.

Leggi di più : http://www.villacaerizzoluca.it/museo_della_grande_guerra.php

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I passaggi del  prezzo …..La materia prima,nel nostro caso il cottone ,e stato estratto dalla terra gratuitamente.Si paga solo il lavoro….

Io ho conosciuto l’azienda che da oltre mezzo secolo lavora in un modo diverso….continua a leggere…http://ipaddy.altervista.org/i-passagi-di-un-prezzo/

Leggenda del boccolo

La leggenda del boccolo

La leggenda del boccolo,festa del 25 aprile ,Venezia, risale ai tempi del Doge Orso I Partecipazio (864-829), la cui figlia Maria divenne la protagonista femminile. Nota per la sua bellezza,la sua figlia ,si innamorò di un trovatore (forse per la dolcezza delle sue parole -capace di farla ridere e sognare ),di umili origini,di nome Tancredi . Nel’intento di superare gli ostacoli dati dalla diversità di classe sociale, Tancredi parte per la guerra  cercando di ottenere una fama militare che lo renda degno di una nobildonna .

leggenda del bocolo

leggenda del bocolo

Ben presto le notizie delle sue gloriose imprese si diffusero in tutti i territori Cristiani fino ad arrivare a Venezia, che ormai aspettava il ritorno del giovane come un grande eroe.Forse questo era il destino eroico che Maria sognava per il suo amato.
Ma fu ferito mortalmente e cadde sopra un cespuglio di rose bianche . Con le ultime forze rimaste colse un boccolo tinto del rosso del suo sangue e pregò un suo compagno ,cavaliere, di portarla alla sua amata a Venezia.
Maria riceve la rosa il giorno 24 Aprile.Chiusa nel suo dolore, la giovane si ritirò nelle sue
bocolostanze e il mattino seguente viene trovata morta, nel suo letto, con il “boccolo” insanguinato sul cuore.

Se sia vera o no,se si tratta di una tradizione importata, come molte tradizioni che si sono sviluppate chissà dove e poi sono state esportate,non è molto importante. Al di là del simbolo,della leggenda del boccolo, importante e la bellezza, e l’amore, di questa usanza veneziana.

Nell’omonima piazza che ospita la chiesa si adagiano numerosissime bancarelle che vendono il famoso “boccolo”, il bocciolo di rosa rossa tradizionalmente regalato dai veneziani (una tradizione romantica che nessun veneziano maschio penserà mai di non rispettare ) alle proprie amate: fidanzate, mogli e mamme.

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Veduta prospettica di Venezia “a volo d’uccello”

La celebre veduta prospettica di Venezia ,ovvero VENETIE MD ,tradizionalmente attribuita ad Albrecht Dürer,come risulta dall’inventario dei beni del cardinale Francesco Maria del Monte del 1627, venne ritenuta piuttosto opera di Jacopo de’ Barbari nel secolo scorso (entrambi eccelsero nell’arte incisoria).La committenza venne rivolta al Doge Agostino Barbarigo nel 1497, da un mercante tedesco,Anton Kolb.

veduta prospettica di Venezia

veduta prospettica di Venezia

E un capolavoro, straordinario per concezione,una panorama completa della città di Venezia ,un incisione su legno mai vista ,con tecniche straordinarie come rilievo, disegno, traduzione xilografica. Il panorama viene a celebrare mille anni di successi di Venezia e ci premete di vedere come era Venezia su una veduta aerea ,prima dell invenzione del mongolfiera,elicottero,o aereo.Ci fornisce una ricca documentazione sulla storia del edilizia Veneziana.

il vento eurus

il vento eurus

Per stampare tutto il panorama serve una pressa di dimensioni colossali (nel Museo Correr di Venezia si trovano le 6 piastre originali incise alla rovescia per poter stampare questa opera unica nel mondo). Anche la carta viene fabbricata in modo speciale di grandi dimensioni .
Vengono realizzate migliaia di bozze ,da più squadre alcune da terra altre dai campanili.
Con l’aiuto di una bussola o della posizione del sole si tracciavano le facciate delle case .Ora la grande sfida consiste nel assemblarli come in un puzzle gigante,per realizzare una veduta prospettica.
Venezia,sembra ritratta da un punto d’osservazione molto alto, “a volo d’uccello” è ripresa da sud con una parte della Giudecca e l’isola di San Giorgio. Sullo sfondo, oltre alle isole della laguna settentrionale, il profilo delle prealpi con SERAVAL a indicare il passo che conduceva al nord.

nettuno,particolare

nettuno,particolare

La vera conquista è la  riproduzione di strade in scala ,con una precisione dettagliata.La tavola contiene tutti gli edifici importanti della città l’area Marciana, le basiliche dei Frari e dei SS. Giovanni e Paolo,le facciate dei palazzi in Canal Grande, l’Arsenale, con porte, finestre e dettagli architettonici .
Nella prima stampa ,del 1500, il campanile di San Marco viene raffigurato con il tetto a padiglione di tavole e tegole, conseguenza dei danni subiti da un fulmine che si era abbattuto nel 1489.Poi,dopo il rifacimento della cuspide avvenuto dopo il terremoto del 1511 ,il campanile è raffigurato con cuspide piramidale e angelo sulla cima,mentre la data M.D. è stata sostituita da un tassello non datato.La data M.D. e la copertura ribassata per il campanile furono reinseriti in un terzo intervento sulle matrici in legno. La presenza di Mercurio e di Nettuno, la grande quantità di navi in bacino e il brulicare di barche in Canal Grande ne sottolineano la potenza commerciale e marittima della Serenissima.

La veduta prospettica,la regina delle mappe, da la sensazione di essere alzato in aria,  il punto di vista è posto circa a 300 metri sul medio mare,e di volare sopra la città.Se pensiamo bene questo era anche il sogno di Michelangelo.

la prima carta di Venezia 1350

la prima carta di Venezia 1350

La prima mappa di venezia ,tratta da un documento realizzato da Cristoforo Sabbadino 1357.

 

by : http://dipoco.altervista.org/

 

 

Altro articolo su tema :

http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2007/05/16/VT2VM_VT203.html

 

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Giovanni Caboto o John Cabot,Venezia

Veneziano, di origini Genovese,Giovanni Caboto ,e un personaggio molto importante della storia ,almeno quanto Colombo e Magellano, di qui poco si parla.
Era già un membro rispettato della comunità nel 1471,quando viene accettato nella confraternita religiosa di San Giovanni Evangelista.Era sposato con Mattea ed aveva tre figli.Pedro de Alaya un suo contemporaneo lo descrive nel 1498 “un altro Genovese come Colombo “.

Giovanni Caboto- Giustino Menescardi 1762-pittura murale palazzo ducale

Giovanni Caboto- Giustino Menescardi

Caboto ottenne la cittadinanza veneziana dopo una dimora di 15 anni nella città.Qui impara a navigare dai marinai e mercanti Veneziani. Giovanni Cabotto e menzionato in una  varietà di documenti Veneziani a partire da 1480.In un documento ,scoperto nel 2010 ,viene menzionato dal suo banchiere di Londra come Zuan Cabotto.E unico documento dove viene menzionato con il nome Veneziano,(Zuan e il corrispondente di Giovanni nella lingua veneziana.)
In un documento del 1483 lo troviamo vendendo uno schiavo a Creta.Nel 1484 è interessato all’acquisto di alcune case a Venezia delle quali curava il restauro
per farne vendita .Dopo alcune difficoltà finanziarie alla fine degli anni 1480 Cabot lascia Venezia.
Arrivato a Valencia, Spagna,fa delle proposte ( respinte), per il miglioramento del porto.
Poi si trasferì a Siviglia, dove lavora alla costruzione di un ponte di pietra sopra il fiume Guadalquivir. Si propone a Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona per un viaggio di esplorazione verso Occidente . Cabot, sembra aver cercato per un anno il sostegno per una spedizione nel Atlantico.
Si trasferì a Bristol,Inghilterra , con la sua famiglia nel 1495.

Busto di Giovanni Caboto ,Palazzo Loredan

Busto di Giovanni Caboto ,Palazzo Loredan

Ispirato dalle scoperte di Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz,Caboto credeva che navigando verso ovest era la via più breve verso l’Asia.
Il re Enrico VII, che già aveva perso l’occasione di avere Cristoforo Colombo al proprio servizio,autorizzò Caboto il 5 marzo 1496 con la seguente lettera di brevetto:
“… libera autorizzazione, facoltà e potere di navigare in tutte le parti,regioni e coste dell oriente,occidentale e mari settentrionali, sotto i nostri striscioni, bandiere e insegne,per trovare, scoprire e indagare qualunque isole, paesi, regioni o province di pagani e infedeli, in qualunque parte del mondo, che prima di questo momento erano sconosciuti a tutti i cristiani “,nella speranza di poter raggiungere il favoloso Cipangu (l’odierno Giappone).

Come Colombo,anche lui fece tre viaggi .Nel’ultimo viaggio, per molti anni, si era creduto che le sue navi si sono disperse in mare.Più recentemente gli storici hanno scoperto che lui e il suo equipaggio in realtà sopravvisse.Sono state trovate prove che suggeriscono che anche la spedizione di Caboto esplorò Bonavista,St. Giovanni a Terranova, Isola di Cape Breton, Nova Scotia, Labrador, e Maine .”L’equipaggio sembrava essere rimasto a terra abbastanza a lungo per rifornire acqua dolce e per innalzare gli striscioni veneziani
e papali ,rivendicano la terra per il re d’Inghilterra, riconoscendo l’autorità religiosa della Chiesa cattolica romana. ”
Caboto sbarcò  in Canada, scambiandola per l’Asia, durante il suo viaggio del 1497.
Infatti Cape Bonavista in Terranova sono posti riconosciuti dai governi del Canada e del Regno Unito come  ” luogo ufficiale di sbarco di Cabot.”

Palazzo Caboto,Venezia

Palazzo Caboto,Venezia

Tornato in Inghilterra,a Cabot “gli viene pagato un vasto onore.E nominato il “Grande Ammiraglio” ed è ” vestito tutto in seta”. Gli inglesi corrono come matti dopo di lui.”
La spedizione di Caboto pose le basi della futura colonizzazione inglese del Nord America e convince il re di Inghilterra che gli americani nativi possono essere convertiti in veri inglesi.Il suo nome viene subito cambiato in John Cabbot.
Il suo nome è stato dato, in occasione del quarto centenario della scoperta, allo stretto Cabbot .(che forma l’accesso al golfo del San Lorenzo ,e collega i territori canadesi e statunitensi direttamente con l’Oceano Atlantico.)

Purtroppo la Repubblica di Venezia non fu interessata a sfruttare le qualità del
giovane navigatore, perdendo l’occasione  d’inserirsi nel gruppo delle grandi potenze marinare europee impegnate nell’esplorazione degli oceani e di mari sconosciuti.
Molto tragico e ,che anche oggi molti cervelli eccelsi scelgono di emigrare alla ricerca di paesi che possano dare loro un futuro.

casa di giovanni caboto ,venezia

casa di giovanni caboto ,venezia

Caboto ,palazzo storico del’anno 1400, Riva dei sette martiri ,angolo con la via Garibaldi, Venezia,vicino ad Arsenale. È l’abitazione dell’esploratore Giovanni Caboto e del figlio Sebastiano ,una struttura trapezoidale, che ricorda una nave.Dopo che sparirono entrambi nel’ultima spedizione, i cittadini di Venezia pensarono che la loro casa portasse sfortuna.La casa fu abbandonata ed evitata da tutti i passanti.
Due lapidi sono poste a ricordare gli esploratori veneziani Giovanni e Sebastiano Caboto, che nel 1497 scoprirono Terranova.

By Dipoco.altervista.org

Altro articolo su tema : L’epopea dei Caboto, gli esploratori dimenticati

http://yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=289

 

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Le “ultime cene” di Veronese

Veronese
Paolo Cagliari ,Verona 1528 – Venezia 1588,detto il Veronese era brillante ,e le  chiese  volevano un pittore brillante.Imposta le sue composizioni esclusivamente su forti contrasti luministici (anche per l’influenza di Tintoretto e Bassano).Preferisce invece la luce meridiana, toni crepuscolari e notturni.

Veronese- Nozze di Cana

Veronese- Nozze di Cana

Nozze di Cana
Nel giugno 1562 Paolo Veronese fu incaricato di dipingere la parete di fondo del refettorio benedettino di San Giorgio Maggiore a Venezia.
Il dipinto mostra l’episodio della tramutazione dell’acqua in vino durante un matrimonio a Cana, contenuto nel Vangelo secondo Giovanni. Rappresenta una fastosa scena mondana inserita in una spettacolare scenografia con personaggi ed episodi tratti dalla vita contemporanea.

La composizione e divisa in due parti.La parte superiore,che mostra il celo con le sue nuvole,e da l’impressione di spazio,e un fondo terrestre invaso dalla folla.
Con poco rispetto per la vera storia religiosa il pittore introduce divertimento.Manda cosi in secondo piano l’evento sacro rappresentato.Al centro della tavolata ,al posto dei sposi, siede Cristo vicino alla sua madre.Secondo diverse interpretazioni,come musicisti che intrattengono Gesù, ritrae il pittore Tiziano suonando il contrabbasso,Tintoretto,Jacopo Bassano,e se stesso con la viola in mano.Il maestro di cerimonia barbuto potrebbe essere il poeta Aretino per qui Veronese aveva un grande rispetto.Altri personaggi celebri presenti nel dipinto sono:Eleonora d’Asburgo, Francesco I di Francia,Maria I d’Inghilterra, Solimano il Magnifico,Giulia Gonzaga.
Ognuno di questi personaggi ha il suo servo.La ricchezza dei costumi degli invitati, sontuosi ed eleganti, dai colori brillanti e motivi ricercati, le stoviglie , vasi di cristallo ,le pietanze , rappresentano la Venezia del tempo.Il quadro e ambientato in un posto con ricchi palazzi marmorei,con colone scanalate con capitelli corinzi,un architettura assomigliante a quella Palladiana.

L’immagine appare molto realistica.Non mancano i ,saltimbanchi nani,curiosi appesi
sui balconi,personaggi del’oriente con turbanti,il macellaio che affetta  carne, animali come cani,un gato che gioca, un pappagallo ,uccelli in volo, un confuso miscuglio di oggetti e persone in una gioiosa teatralità.

La gigantesca tela ,di circa 10 metri di lunghezza per 6,7 di altezza , fu trasferita nel 1797 a Parigi,al Museo del Louvre, dove è tuttora conservata.

Questo quadro scandalizza le autorità ecclesiastiche. Più tardi venne condannato perché la sua opera contiene immagini non presenti nel racconto evangelico.A Veronese furono commissionate nei decenni successivi numerose varianti, di dimensioni ridotte. Le più celebri “Cene” del Veronese sono la Cena in casa di Simone (Milano, Brera, 1570) il Convito in casa di Levi (Parigi, Louvre, 1573),la Cena in casa di Simone il fariseo.

Veronese -cena a casa di Levi

Veronese- cena a casa di Levi

Ultima cena – o,Cena a casa di Levi
Il dipinto fu commissionato a Veronese nel 1573 dai religiosi della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, per sostituire un dipinto di Tiziano andato distrutto nel 1571.
Attualmente e custodito presso le Gallerie dell’Accademia, a Venezia.
Il quadro evoca un episodio del Vangelo secondo Luca in cui Matteo, o Levi, prepara una grande festa nella propria dimora.Il soggetto del dipinto, un episodio evangelico ambientato in uno sfarzoso banchetto della Venezia del Cinquecento.
Gesù, seduto al centro del dipinto e della grande tavolata, e circondato da numerosi
personaggi . Vi sono animali e bambini che giocano sulle scale, oltre che buffoni e militari.
Molte figure discutono tra di loro animatamente o gli voltano addirittura le spalle .Sono presentate completamente disinteressate alla presenza di Cristo alla tavola.

La cena è spostata in un sontuoso palazzo in stile classico, ispirato dalle forme delle opere Palladiane.Mostra la vita quotidiana della ricca Venezia che, continua a celebrarsi pomposamente in feste e banchetti,con uno sfarzo che rimarrà insuperato fino al XVIII secolo.Questi elementi sono del tutto incompatibili con i luoghi sacri in cui gli eventi raffigurati si sarebbero svolti per la narrazione evangelica.
Quest’Ultima cena e considerata una profonda blasfemia,attirando l’ira del’inquisizione del Vaticano.Il tribunale del’inquisizione , impose a Veronese di modificare alcune parti del dipinto considerate irrilevanti alla gravità del soggetto,ma il pittore preferì di mutare il titolo in “Convito a casa di Levi”.La chiesa condanna la pittura per i suoi personaggi volgari (il servo che perde sangue dal naso),e propone il titolo “I ladri nella casa di Levi.” Veronese si difende d’avanti ai clerici dicendo
“Noi’altri ,pittori ,ci becchiamo la stessa sorte che si beccano i poeti e i matti”

Veronese- cena in casa di Simone

Veronese -cena in casa di Simone

Cena in casa di Simone
L’opera fu dipinta da Paolo Veronese, per il convento veneziano di San Sebastiano,(1570) che ospitava i frati della Congregazione di San Girolamo. Condivide con il resto delle celebre “cene” di Veronese la scenografia architettonica di impronta classica, derivata dalle architetture di Palladio.

La scena è ambientata nella corte di una lussuosa villa di campagna,che fa da cornice alla scena ed è ritratta con una caratteristica visione da basso verso alto. L’atmosfera è quella di un sontuoso banchetto della Serenissima.Il posto centrale non esiste più.La scena evangelica della Maddalena che unge i piedi di Cristo con olio profumato è spostata all’estrema sinistra. Un notevole senso di movimento lo conferisce la zuffa fra animali al centro del dipinto.Infatti a cosa guardano i personaggi rivolti verso sinistra ?

Per questi particolari irriverenti questo dipinto fu tra quelli citati nel processo dell’Inquisizione subito dal Veronese nel 1573.

Veronese-cena di san Gregorio Magno

Veronese-cena di san Gregorio Magno

Cena di san Gregorio Magno, 1572
La scena, rappresenta una delle cene di san Gregorio con dodici pellegrini,tra i quali, secondo la leggenda, un giorno apparve Gesù.
Il 10 giugno 1848 il dipinto venne tagliato in 32 pezzi dai soldati austriaci, ma l’imperatore si assunse l’onere di finanziare il successivo restauro.La tradizione vuole che anche il pittore si sia autoritratto nella figura di spalle vestita di giallo a destra.
Il quadro e esposto a Santuario di Monte Berico,Vicenza.

Veronese-ultima cena,Milano

Veronese-ultima cena,Milano

Ultima cena ,     

realizzata nel 1585 ,ora conservata nella Pinacoteca di Brera,Milano.
Tutto lo spettacolare apparato scenografico delle Cene è ormai scomparso .Il protagonista della rappresentazione, come sottolineano anche gli effetti luministici, è Gesù. L’intenzione dell’autore è di stimolare, come vogliono le indicazioni del Concilio di Trento, il sentimento devozionale degli osservatori.

 

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Venezia, scale

Le scale a Venezia ,sono di vari tipi e modelli,dalle scale esterne scoperte ,fatte di marmo , che consentono di entrare nelle abitazioni,alla scala a “L” nella corte che collega i magazzini del piano terra, ai piani nobili superiori ,o alle torri scalari medievali a chiocciola costruite dove mancava lo spazio.Alcune scale di Venezia,vere opere d’arte ,meritano nominate,e cominciano con le più spettacolari,quelle a chiocciola,a “bovolo” in dialetto veneziano.

ca d'oro,scala a "L"

ca d’oro,scala a “L”

Le scale a chiocciola dette egizie furono trovate ai tempi di Archimede usate dai schiavi per scavare le miniere.Si ritrovano poi nel tempio di Giove “per accendere alla sommità”,oppure sulla colona Trajana ed Antoniana.Ma delle scale a lumaca vuote al centro non si ha altro antico vestigio che quello di Portico di Pompeo in Roma.Delle scale ovate vuote non si trovano trace tra gli antichi.

 

scala del bovolo

scala del bovolo

Palazzo del “bovolo”
Il palazzo fu costruito tra il trecento e il quattrocento come dimora dei Contarini “di San Paternian”. Alla fine del quattrocento, per via dell’aggiunta della torre cilindrica traforata con archeggiature accendenti e la ampia scala a chiocciola.I Contarini furono soprannominati  “dal Bovolo”,(chiocciola in dialetto veneziano).La scala congiunge le logge sovrapposte dei cinque piani del palazzo e si conclude con una loggia a cupola dal quale si può ammirare la città.Nel 1859, Wilhelm Tempel condusse le prime osservazioni astronomiche dalla torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la
cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nella costellazione delle Pleiadi.

Da Campo Manin troverete due minuscole tabelle in alto che ve ne indicheranno la strada.
Attualmente e chiuso per ristrutturazione,ma si può fotografare da fuori.

Leggi di più . http://venicewiki.org/wiki/Scala_Contarini_del_Bovolo

 

La
 scala
 a
 chiocciola
 più 
bella 
del
 mondo”


J.
W.
Goethe,
Viaggio
 in
 Italia.

 scale ovate vuote,Paladdio

scale ovate vuote,Paladdio

Un capolavoro in un capolavoro ,il Convento della Carità, ora Accademia di Belle arti, è la straordinaria scala ovale con gradini pensili incastonati nella parete, che si snoda dal pianterreno fino all’ultimo piano.Se una scala una chiocciola normale in quell’epoca gira intorno ad uno stipite cilindrico o intorno ad un muro ,la scala ovale ideata da Palladio gira intorno a se stessa ,incastrata nel muro .Un esempio di un innovativa arte architettonica. La luce su tutte le scale interne deve venire dalle finestre poste sui piani di fianco o d’avanti alle scale. Ma su una scala a lumaca la luce può venire dal alto da un apertura o lanterna praticata in mezzo alla chiocciola.

 

scala ovale del palazzo cini di San Vio

scala ovale del palazzo cini di San Vio

Il piccolo Palazzo Cini di San Vio era la dimora di Vittorio Cini. Ma immenso per la qualità dei suoi ospiti: Giotto, Beato Angelico, Piero di Cosimo, Pontormo, Botticelli, Filippo Lippi.
Tomaso Buzzi. In suoi spazi angusti si sviluppa una perfetta scala ovale che non sfigura di fronte ai suoi storici modelli.

 

Scala dei Giganti

Scala dei Giganti

 

La scala dei giganti, Palazzo Ducale
Era il luogo di incoronazione dei Dogi, e fu luogo in cui venne eseguita la condanna del doge Falier.La scala prende il nome dai due “giganti”, le grandi statue raffiguranti Marte dio della guerra e Nettuno,dio del mare,poste ai lati.Il cerimoniale dell’incoronazione del doge prevedeva che quest’ultimo salisse sulla sommità della Scala, dove riceveva il corno ducale, cioè il berretto del doge.Successivamente il nuovo doge pronunciava il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di rispetto della costituzione.

scala d'oro

scala d’oro

Scala d’oro.
La scala si organizza su cinque rampe,un tempo era riservata al passaggio dei Magistrati e ai personaggi illustri.E rimarcabile per le dorature e delle pitture in stucco bianco e foglia d’oro zecchino che si snodano sulle rampe che portano all’Appartamento ducale ed alle sale del governo veneziano.Le opere sono state eseguite a partire dal 1557 da Alessandro Vittoria.
Fondazione Cini

fondazione cini ,scala ,longhena

fondazione cini ,scala ,longhena

 

 

Il grande complesso monumentale del Monastero Benedettino ,venne abbandonato alla fine del settecento in seguito alla ceduta della Repubblica.Nel 1951 il fondatore Vittorio Cini comincia una vasta opera di restauro .La fondazione sara aperta in memoria del suo figlio Giorgio ,morto in un incidente con il suo aereo privato vicino a Cannes.Ritornano alla luce la biblioteca seicentesca,che adesso supera i 300 mila volumi, la fototeca con le 750 mila immagini, la più vasta raccolta di libretti d’opera del mondo e  che una volta portava verso gli appartamenti del abate , di Baltasare Longhena.Organizzato su due rampe scenograficamente illuminate è decorato con statue di Virtù e dalla tela di Valentin Lefèvre con la Scala di Giacobbe.

scala ovale del Sardi Chiesa dell' ospedaletto

scala ovale del Sardi Chiesa dell’ ospedaletto

Degni di essere menzionate sono: gli scaloni monumentali delle Scuole grandi di san Marco e di san Giovanni Evangelista, realizzati da Codussi;lo scalone “reale” a rampe divaricate, che Sansovino costruirà nella zecca,o lo scalone scenografico che resta unico nell’architettura veneziana privata,(palazzo Loredàn a santo Stefano),creata da l’architetto Antonio Abbondi (lo Scarpagnino) .
Scala mata

Avevo quattro o Cinque anni, forse sei, quando mia nonna si faceva accompagnare da me al Ghetto Vecchio di Venezia. Andavamo a visitare una sua amica, la signora Bora Levi, che abitava in una casa vecchia. A questa casa si accedeva salendo un’antica scala di legno esterna chiamata “scala matta” oppure “scala delle pantegane”.

scala matta,ghetto vecchio

scala matta,ghetto vecchio

“Favola di Venezia” Hugo Pratt
Per legge,agli Ebrei, non era consentito costruire nuovi edifici.Lo spazio risultò presto  insufficiente .L’unica soluzione d’espansione era costruire sopraelevazioni ad edifici già esistenti. Le case furono frazionate con tramezzi di legno. Si arrivo cosi a edifici di otto, nove piani,creando i primi grattacieli del Cinquecento,in una Venezia dove le case non hanno più tre-quattro piani.Un’antica scala di legno esterna chiamata “scala matta”, oppure “scala delle pantegane “collegava due di questi ” grattacieli”.Immaginatevi una persona che saliva ed altra che scendeva,magari con i bambini,o qualche animaletto capra o pecora, oppure un oca,anatra o gallina che spesso si portavano fuori nel campo.Immaginatevi due persone che litigavano attraverso queste scale,magari dai piani diversi o dai palazzi diversi.Vivere in queste condizioni era “da matti” , e per questo si chiamava ” la scala mata”,(in dialetto non si usano le doppie.)

 

Venezia, Gobbo de Rialto

Venezia, Gobbo de Rialto

Il gobbo di Rialto
in Campo San Giacometto. Si dice che rappresenti una ladro realmente esistito condannato a sostenere una scala di marmo fino a morirne. Altri dicono che è un uomo inginocchiato che sta sostenendo la scala che permetteva agli araldi di leggere i loro bandi.La statua veniva anche baciata dai ladri condannati a correre nudi tra due file di persone che li frustravano da San Marco a Rialto. Arrivati al gobbo lo baciavano perché segnava il termine della loro sofferenza.

 

 

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Galileo Galilei – Venezia

Galileo Galilei ,fisico, filosofo, astronomo e matematico italiano, considerato il padre della scienza moderna.

Galileo Galilei ritratto da Tintoretto

Galileo Galilei ritratto da Tintoretto

Il suo nome è associato al perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti  osservazioni astronomiche.Intorno al luglio del 1609 Galileo ebbe notizia dell’invenzione di un dispositivo per far apparire più vicini oggetti distanti (il primo cannocchiale costruito per la prima volta, dall’artigiano Hans Lippershey, noto anche come Johann Lippershey o Lipperhey  (Wesel, 1570 – Middelburg, settembre 1619), un ottico tedesco naturalizzato olandese.)

Con l’aiuto dei mastri vetrai di Murano inizio a confezionare “occhialetti” sempre più perfetti
Limando il fondo di un bicchiere trasparente, dal centro verso esterno si produce la lente convessa.Su un colpo sferico di un cannone ,girato su un tornio da vasaio si poteva limare il vetro in modo da ottenere lenti concave di vari spessori.Subito dopo Galileo realizzò un cannocchiale capace di ingrandire gli oggetti fino a nove volte.

Dal campanile di San Marco ,Galileo ed i nobili Veneziani guardano il mare .Una nave che si avvicina, adesso ,grazie al cannocchiale ,e visibile due ore prima che qualsiasi persona la può vedere a occhio nudo.
Il 21 agosto lo presentò come propria invenzione al governo veneziano che, apprezzando
l’invenzione, gli raddoppiò lo stipendio e gli offrì un contratto vitalizio .
Galileo non riuscì mai a padroneggiare completamente la teoria ottica in base alla quale il
cannocchiale, costituito dall’accoppiamento di una lente concava e una convessa, funzionava.

Galileo s’impegnò nelle osservazioni astronomiche: acquisì informazioni più precise sui monti lunari,sulla composizione della Via Lattea e scoprì i quattro maggiori satelliti di Giove. Le scoperte astronomiche avvaloravano la teoria eliocentrica: l’esistenza delle fasi di Venere e anche quelle di Mercurio, osservate da Galileo, dimostrava che quei pianeti ruotavano intorno al Sole.
Le nuove scoperte furono pubblicate il 12 marzo del 1610 nel Sidereus Nuncius

campanile di San Marco

campanile di San Marco

Più tardi Magini e con lui anche l’astronomo vaticano Christoph Clavius, inizialmente aveva ritenuto che i satelliti di Giove individuati da Galilei fossero soltanto un’illusione prodotta dalle lenti del telescopio. Questa,era, un’obiezione difficilmente confutabile nel 1610-1611, conseguente sia alla bassa qualità del sistema ottico del primo telescopio di Galileo Galilei, sia all’ipotesi che le lenti potessero non solo potenziare la visione ma anche deformarla.
Nel maggio successivo Galileo aveva ricevuto la nota lettera del Bellarmino nella quale “si contiene che la dottrina attribuita al Copernico, che la terra si muova intorno al sole e che il sole stia nel centro del mondo senza muoversi da oriente ad occidente, sia contraria alle Sacre Scritture, e però non si possa difendere né tenere”.

Gli venne imposta l’abiura “con cuor sincero e fede non finta” e proibito il Dialogo. Galilei venne condannato al “carcere formale ad arbitrio nostro” e alla “pena salutare” della recita settimanale dei sette salmi penitenziali per tre anni.

Dopo l’abiura Galileo disse: “E pur si muove” .Ovviamente è una leggenda che conferma la convinzione di Galileo riguardo quello che affermava.

Il 31 ottobre 1992, la Chiesa riconosce che la condanna di Galileo Galilei fu dovuta alla sua ostinazione nel non voler accogliere l’invito della Chiesa a considerare le sue scoperte come semplici ipotesi non comprovate e, d’altra parte, alla “mancanza di perspicacia”, ovvero di intelligenza e lungimiranza, dei teologi che lo condannarono.

 

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Il capodanno veneto

Il capodanno veneto,

Il capodanno veneto,

Il capodanno veneto, fissato il 1º marzo, era una festività ufficiale della Serenissima Repubblica. Festeggiato all’inizio della primavera e del risveglio naturale della vita era una pratica arcaica molto diffusa nell’uso indoeuropeo.
Originariamente era stato fissato al 25 marzo, giorno della fondazione di Venezia (421), per i credenti giorno dell’annunciazione del Signore, e, secondo una leggenda greca,giorno della creazione del mondo. Con il passare del tempo , per comodità di calcolo fu anticipato al primo marzo.

 

Numa Pompilio, il secondo dei sette re di Roma, modificò il calendario nel 713 a.C., aggiungendo i mesi di gennaio e febbraio A gennaio vennero assegnati 29 giorni e a febbraio 28: poiché i numeri pari erano ritenuti sfortunati, febbraio fu considerato adatto come mese di purificazione. Quintilis fu ribattezzato Iulius nel 44 a.C. in onore a Giulio Cesare e Sextilis fu ribattezzato Augustus nell’8 a.C. in onore allo stesso Augusto, in quanto quest’ultimo durante questo mese era divenuto per la prima volta console e aveva ottenuto grandi vittorie.

I primi mesi del calendario prendevano il nome dalle principali divinità legate alle attività umane: dio romano Giano da cui trae origine il nome del mese di gennaio ,Mese della Februa (purificazione),Marte (la guerra), Afrodite (l’amore), Maia (la fertilità della terra) e Giunone (la maternità e la procreazione) ,gli altri avevano il nome che ricordava la loro posizione nel calendario,partendo da quintilis,il quinto mese fino a dicember .

Il calendario giuliano rimase in vigore per molti secoli anche dopo la caduta dell’impero romano.

Nel nuovo calendario (gregoriano,stabilito dal papa Gregorio Magno), rimangono come testimonianza i nomi dei mesi di settembre (settimo mese a partire da marzo ), ottobre (ottavo mese a partire da marzo), novembre (nono mese dell’anno) e dicembre (decimo mese), seguiti dai mesi di rinnovamento e morte, per cui a febbraio,essendo l’ultimo mese dell’anno, restano solo 28 (o 29) giorni.Per evitare fraintendimenti le date dei documenti venivano dunque già allora affiancate dalla dicitura latina “more veneto”, ossia “secondo l’uso veneto”.
L’introduzione del nuovo calendario avvenuta in veneto con la conquista Napoleonica fece che tutti i giorni del vecchio calendario vanno in avanti. (esempio: 01 gennaio 1797 “more veneto” che nel vecchio calendario era l’inizio del undicesimo mese ,diventa il 01 gennaio 1798 primo mese del calendario gregoriano)

 

 

 

veneziarosaNelle tradizioni delle vecchie comunità, un ricordo del capodanno veneto ha continuato, magari inconsciamente, ad essere presente: pensiamo al “bati marso”, al “brusar marso” che si organizzano in varie località del Veneto in occasione del primo marzo.
Recentemente è stato festeggiato il capodanno cinese (è l’anno del drago festeggiato in Cina, Giappone, Corea, Mongolia, Nepal, Bhutan);

 

In Thailandia, Cambogia, Birmania e Bengala, il capodanno solare detto Songran è invece compreso tra il 13 aprile e il 15 dello stesso mese.
Altri popoli, di altre religioni hanno mantenute le tradizioni anche se le date del  calendario cambiano ogni anno: il 22 febbraio gli amici tibetani hanno festeggiato il loro capodanno (Losar, cade tra gennaio e marzo) .

Le tradizioni vanno ricordate altrimenti vanno perdute! Buon anno nuovo!

 

 

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Reliquie nelle chiese di Venezia

Reliquie,

resti,o qualsiasi oggetto che abbia avuto una connessione,con i santi e venerato,considerato santo .Gli vengono attribuiti tanti miracoli.
Nel Cristianesimo il culto delle reliquie è molto praticato nella Chiesa cattolica e in quella ortodossa.Venezia ,una città,con un grande traffico di gente ,deve avere
anche luoghi di culto e pellegrinaggi.Con ogni incursione in terre straniere portano a Venezia reliquie di santi e martiri ,costruendo chiese dedicate a loro, non solo a Venezia ma anche nelle sue principali isole .

San Marco evangelista

trafugamento di corpo di San Marco

trafugamento di corpo di San Marco-mosaico

Quando Gesù fu arrestato nel Getsemani e gli apostoli sono fuggiti , “un certo giovane
lo seguiva con un rivestimento di lino. Quando la folla ha cercato di prenderlo gettò
la coperta e corse.” In generale, si ritiene che esso sia Mark. Nel libro degli Atti è descritto come John chiamato anche Mark, che proveniva da una ricca famiglia di Gerusalemme, perché avevano la propria casa. Quando Pietro è stato liberato dal carcere andò a questa casa.
Mark non era uno dei 12 apostoli, né uno stretto collaboratore di Gesù.Fu discepolo dell’apostolo Paolo e, in seguito, di Pietro .E tradizionalmente ritenuto l’autore del Vangelo secondo Marco.La sua morte avvenne ad Alessandria, dove venne ucciso facendo trascinare il suo corpo per la città.

Le sue spoglie furono trafugate da due mercanti veneziani nell’anno 828 e trasportate, dopo averle nascoste in una cesta di ortaggi e di carne di maiale, a Venezia.Sono ancora ospitate nella basilica di San Marco.

Un frammento è conservato nella chiesa di San Marco in Città ,a Cortona, in Toscana, che condivide con Venezia anche lo stemma del leone alato.

È venerato come santo dalla chiesa cattolica, ortodossa e quella copta.

Sant’Isidoro di Chio

basilica di san marco

basilica di san marco

Nato ad Alessandria d’Egitto, Isidoro fu un marinaio di religione cristiana.
Un editto dell’imperatore Decio stabilì che tutti i soldati dovevano adorare gli dei pagani, sotto pena di tortura e morte. Isidoro proclamò senza esitare la sua fede davanti al tribunale ,in seguito a una denuncia mentre si trovavano sull’isola greca di Chio . Torturato e decapitato, il suo corpo fu gettato in un pozzo.Il suo amico, Ammone , ruba poi il corpo per seppellirlo.
Sulla sua tomba cominciarono ad essere testimoniate guarigioni miracolose.
Il culto di sant’Isidoro si diffuse in tutto il Mediterraneo e divenne protettore dei marinai.
Nel 1125 le sue reliquie furono traslate a Venezia ,dal convento di S.Giovani teologo ,di Constantinopoli come bottino di guerra nella quarta crociata.A Venezia e considerato il patrono del arte dei segatori dell’ Arsenle.
E venerato nella basilica di San Marco con un ciclo narrativo a mosaico,nella cappella di sant’Isidoro.

Il 14 maggio il calendario latino e quello bisantino lo festeggiano come santo.

San Rocco

san rocco

san rocco

Nato a Montpellier ,Voghera (1295-1327).
Durante un pietoso ufficio a Piacenza ,al ritorno dal suo pellegrinaggio verso Roma,anche lui viene colpito dalla peste.E miracolosamente curato da un angelo in una grotta (tuttora esistente, trasformata in luogo di culto) lungo il fiume Trebbia,in cui si era ritirato in compagnia del suo cane fedele.La tradizione narra che il cane gli portava ogni giorno un pezzo di pane,sottratto alla mensa.
San Rocco dedico tutta la vita all’assistenza degli ammalati di peste.Molti di essi guarirono in modo miracoloso.Considerato protettore dei appestati,la sua protezione veniva invocata nelle epidemie.

E venerato lotto-san roccocome santo dalla Chiesa cattolica ed è patrono di numerose città e paesi.

Le spoglie di San Rocco sono custodite nell’altare maggiore della chiesa di san Rocco, traslate qui nel 1520.

Nel 1575 una reliquia – le ossa di un braccio – fu fatta giungere a Roma ed un’altra porzione di reliquie (tra cui una tibia) fu donata alla chiesa – santuario di Montpellier.

http://www.classictic.com/it/venezia/scuola_grande_di_san_rocco/462/

 

San Donato,

burano,chiesa di san donato

burano,chiesa di san donato

Donato -(un figlio regalato dalla bontà di Dio),martire,vescovo di Evorea di Epiro (Euria, Evorea), ex comune della Grecia nella periferia dell’Epiro .Visse sotto il regno di Teodosio I,alla fine del IV secolo.Il miracolo a lui attribuito che più si ricorda è quello che lo portò a sconfiggere un dragone che infestava la sua regione, divorandone abitanti e bestiame. Si narra che il Santo uccise la bestia , con il solo segno della croce e con un colpetto del suo bastone.
Un altro miracolo spesso menzionato , è quello secondo il quale egli fece sgorgare in un terreno arido una vena d’acqua che divenne laghetto solo scavando leggermente con la mano.Morì dopo una tranquilla vecchiaia tra il 387 e il 390, diventando il patrono dell’antico Epiro.

Il corpo di San Donato viene venerato nella chiesa omonima di Murano,in un sarcofago di marmo posto sul’ Altare Maggiore .

Fu trasportato qui il 7 agosto del 1125 da Cefalonia,isola greca appartenendo a Venezia in quelli tempi,dal doge Domenico Michiel. Assieme ai resti del Santo vennero portate a Murano alcune ossa del famigerato dragone ucciso.
La chiesa è uno dei maggiori esempi dello stile veneto-bisantino.
La costruzione originale risale al VII secolo,mentre quella attuale risale al 999.Inizialmente la chiesa fu dedicata alla  Maria poi ,nel 1225 ,fu aggiunto il nome di San Donato.

San Donà di Piave,località veneta, assume questo nome in onore dello stesso santo.

I miracoli di San Donato d’Évria vennero spesso confusi con quelli di un altro vescovo
Donato, denominato San Donato d’Arezzo , un grande apostolo della diffusione del Vangelo nel vastissimo territorio del municipio romano aretino,dove fu eletto vescovo.Con l’accusa di aver predicato il Vangelo e di aver convertito un gran numero di pagani nonostante il severo editto imperiale di Diocleziano,che obbligava di sacrificare agli dei pagani ,Quadraziano dette ordine di portare Donato nel carcere,e lo sfidò di fare sacrifici alla dea Giunone particolarmente venerata in Arezzo.

Al suo rifiuto Quadraziano  dette ordine di infliggergli la pena capitale mediante decapitazione (anno 304). Il suo corpo venne raccolto dai cristiani e sepolto nei pressi della città di Arezzo.Il miracolo attribuito con eccessiva leggerezza in alcune immagini e quello dell’uccisione del drago.

Santa Lucia
Corpo Santa Luzia II mascheraLucia = luminosa, splendente.
Il nome e latino ed era associato alla via Lucis, cioè cammino di luce,oppure «nati al sorger della luce (cioè all’alba)» Per questo motivo e stata sempre invocata come protettrice della vista .
Nell’iconografia, già a partire dal secolo XIV non mancano gli occhi, che Lucia
tiene in mano (o su un piatto o su un vassoio), che si accompagnano spesso alla palma, alla lampada .

Denunciata dal suo fidanzato al governatore Pascasio ,per essere cristiana (erano in vigore i decreti di persecuzione dei cristiani emanati dal’Imperatore Diocleziano) .Il governatore ordina che sia bruciata, ma il fuoco non riesce a bruciarla . Lucia perisce per spada. Inginocchiata, la vergine attende il colpo di grazia e, dopo avere profetizzato la caduta di Diocleziano e Massimiano, è decapitata.

Durante la crociata del 1204 i Veneziani collocarono il suo corpo nella chiesa di S. Giorgio Maggiore ,dove nel giorno della festa ,13 dicembre ,determinò un grande flusso di pellegrinaggi.Fu poi,trasferito con una solenne processione nella chiesa di S. Maria Annunziata o della “nunciata” nel sestiere di Cannaregio. Nel 1313 fu consacrata una nuova chiesa dedicata a S. Lucia, nella quale le reliquie della Santa furono deposte definitivamente.Per ampliare la stazione ferroviaria ,la chiesa fu abbattuta nel 1860.Il corpo della Santa fu trasportato nella vicina chiesa di S. Geremia.
Altre reliquie della Santa si trovavano a Siracusa, recate nel 1556 .

Giovanni l’elemosinare.

san giovanni elemoniario

san giovanni elemoniario

Giovanni nacque nell’isola di Cipro da una famiglia ricca e nobile. Fu Patriarcato greco-ortodosso di Alessandria d’Egitto dal 609 al 619 con il nome di Giovanni V. Fece erigere più di settanta chiese e due monasteri. Condusse una vita austera ed ascetica.Secondo un mito , aiutò un mercante che aveva perso tutti i suoi beni in un naufragio .Dedico la sua vita al aiuto dei poveri e dei diseredati.Giovanni aveva un particolare rispetto verso gli schiavi,dicendo:
“Lo schiavo, è un uomo come noi. Per lui come per noi Dio ha creato il cielo, la terra, le stelle, il sole, il mare e tutto ciò che racchiude. Come noi lo schiavo ha il suo angelo custode,per lui come per noi Gesù Cristo è morto sulla croce.”

Mori,nel’isola di Cipro.Il corpo di san Giovanni l’elemosinario (dialetto veneto), sepolto inizialmente nella chiesa di san Tychon ad Amatunte, fu poi trasferito a Costantinopoli,da dove i veneziani nel 1249 lo portarono a Venezia nella chiesa di San Giovanni Battista in Bragora.

Un’altra tradizione sostiene che il sultano Bayezid II fece dono il corpo del santo al re d’Ungheria Mattia Hunyade,attorno al 1459 .Fu custodìto nella Cappella Reale del Castello di Buda. Nel 1530 fu trasferito a Tall, vicino Presburgo, poi nel 1632 nella cappella a lui dedicata nella cattedrale di San Martino a Bratislava dove si troverebbe tuttora.

San Giovanni in Bragora,sestiere di san Polo.Dedicata a san giovanni Battista ,fu costruita da vescovo di Oderzo e ricostruita nel IX secolo per ospitare le reliquie di san Giovanni l’elemosinare. Le preziose reliquie riposano nella cappella dedicata al santo in una cassa dorata. In questa chiesa furono battezzati il futuro papa Paolo II, Pietro Barbo, e Antonio Vivaldi.

capella di santa elena ,venezia

capella di santa elena ,venezia

Santa Elena,
Il nome della madre del imperatore Constantino (Flavia Giulia ) Elena ,viene dal greco Helena – la splendente.

Viene ripudiata dal marito Costanzo Cloro per ordine di Diocliziano,per sposare la figliastra dell’imperatore Massimiano, Teodora .Dopo la vittoria contro il suo rivale Massenzio attribuita alla protezione di cristo ,Constantino,riabilito il nome della sua madre,e concesse ai cristiani la libertà di culto. Nel 324 la onorò del titolo di augusta e rinominò in suo onore, la città Drepanum (nel’attuale Turchia) in Helenopolis “città di Elena”.

Elena compie tanti opere di bene costruendo chiese ,aiutando poveri,e trovando la tomba e la vera croce di Cristo.Ha un grande ruolo nella conversione del suo figlio Costantino , poco prima di morire.More nel 329 ed è sepolta sulla via Labicana ai due lauri, oggi Torpignattara,a Roma .Il suo sarcofago in porfido è conservato oggi nei Musei Vaticani presso le Catacombe di Sant’Agnese.

Oggi tre chiese dicono di custodire le reliquie della santa Imperatrice: la basilica
dell’Ara Coeli a Roma; la chiesa di Hautvilliers e la chiesa di Saint-Leu-Saint-Gilles a Parigi, dove i Cavalieri del Santo Sepolcro avevano stabilito la sede delle loro riunioni.

Ma esiste un’altra versione della Tradizione:
Nel 1211 giunse a Venezia da Costantinopoli il corpo dell’Imperatrice, grazie al monaco
agostiniano Aicardo .Venne posto nel’isola di Sant’Elena,( sestiere di Castello),nella cappella dedicata alla madre di Costantino, che divenne un importante centro religioso.
Sotto la dominazione napoleonica, nel 1810, la chiesa venne sconsacrata e l’urna fu trasportata nella basilica di San Pietro in Castello. La chiesa dell’isola di Sant’Elena fu riaperta al culto nel 1928 ed affidata al’Ordine dei Servi di Maria; negli anni successivi l’urna venne riposta nuovamente al’interno dell’edificio sacro. La pala d’altare della chiesa, è una copia di quella presente nella chiesa dei Sette Santi Fondatori dell’Ordine dei servi di Maria a Firenze.

E venerata come Santa sia nella chiesa latina (il 18 agosto) che in quella greca (21 maggio).È considerata la protettrice dei fabbricanti di chiodi e di aghi ed è invocata da chi cerca gli oggetti smarriti.

burano campanile

san Martino,burano

Santa Barbara,
Nacque a Nicomedia nel 273.
Di religione pagana ebbe l’intenzione di richiamare il concetto di Trinità .Il padre intuì che la figlia poteva esser diventata cristiana e la denunciò .Il magistrato la condannò alla decapitazione, prescrivendo che la sentenza venisse eseguita dal proprio genitore. Secondo la leggenda, il padre, procedette all’esecuzione, ma subito dopo venne ucciso da un fulmine, interpretato come punizione divina per il suo gesto.

Alla fine del X secolo,i veneziani, portarono le sue spoglie da Costantinopoli a Venezia. Oggi i resti della Santa riposano nella Cappella omonima a Burano (Chiesa di san Martino).E considerata protettrice contro i fulmini e le morti improvvise e violente,ed e patrona dei vigili del fuoco.Viene festeggiata dalla Chiesa cattolica e da quella ortodossa il 4 dicembre.

burano

burano

Santa Fosca

Dal latino “fusculus” di colore scuro, e nata a Sabrata,nel anno 250 .Volle farsi battezzare cristiana, contro il parere della sua famiglia.Poiché la santa Fosca e la sua nutrice Maura (della Mauritania) si rifiutavano di abiurare il Cristianesimo, furono prima torturate e uccise con un colpo di spada .Quando la Libia fu conquistata dai musulmani, e loro spoglie furono portate a Torcello, Venezia,da un marinaio.Il martirio di santa Fosca viene ricordato, congiuntamente a quello di santa Maura, il 13 febbraio.

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Santo Stefano,anno 34,
Il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”.Fu il primo cristiano ad aver dato la vita per testimoniare la propria fede in Cristo e per la diffusione del Vangelo.Fu accusato di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio” dal sinedrio ,e condannato a morte per lapidazione.Dopo la morte di Stefano, la storia delle sue reliquie entrò nella leggenda; e si racconta che molti miracoli avvennero con il solo toccare le reliquie.

Si narra che il corpo di Santo Stefano Protomartire si conserva nella omonima chiesa di Venezia,ma anche altre città come Costantinopoli, Napoli, Besançon, Ravenna,dicono di avere il corpo del santo.A Roma, nel XVIII secolo si veneravano il cranio ,nella basilica di San Paolo fuori le mura .Un braccio nella chiesa di Sant’Ivo alla Sapienza, un secondo braccio nella Chiesa di San Luigi dei Francesi, un terzo braccio (!) nella basilica di Santa Cecilia in Trastevere. Inoltre quasi il corpo intero nella basilica di San Lorenzo fuori le mura.

Venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, il 26 dicembre,dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo.

 

san giovani e paolo

san giovani e paolo

Santa Caterina da Siena, 1347.
Caterina fu impegnata tutta la sua vita ad assistere gli ammalati.Secondo la leggenda , nella domenica delle Palme,nella chiesa di Santa Cristina, davanti a un Crocifisso
Caterina ricevette le stimmate ,che però su richiesta della santa rimasero a tutti invisibili.
Da una parte infermiera volontaria tra i deboli, dall’altra messaggera di pace tra i potenti,fu chiamata maestra da un numero considerevole di discepoli fra cui illustri professori universitari.Dotata di poteri soprannaturali,diventa Patrona d’Europa,per volontà di papa Giovanni Paolo II.
Una visionaria,priva di istruzione ,imparò a leggere da sola, e più tardi a scrivere, rimanendo però semianalfabeta.La Santa è patrona della Città di Siena e di Varazze.

Il suo corpo è ancora conservato nella basilica Santa Maria sopra Minerva.
Nel 1384 la testa fu portata in processione nella basilica di San Domenico, a Siena come reliquia.

La mano della Santa è custodita nel Monastero del Santo Rosario, Monte Mario, Roma.
Il piede sinistro si trova in una delle cappelle al lato destro nella chiesa dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia .

San Giovanni Crisostomo

Giovanni-dal ebraico dono del signore ; Crisostomo- Bocca d’oro in vecchio greco ,o Giovanni d’Antiochia, (in quel tempo la terza città per importanza dopo Costantinopoli e Alessandria),

san giovanni crisostomo,interno

san giovanni crisostomo,interno

Arcivescovo e teologo bizantino,fu il secondo Patriarca di Costantinopoli.Fu gastronomo, amante dell’eloquenza giudiziaria e del teatro.Predicatore insuperabile,combatte con rigore le eresie,e attiro forti invidie e odi da parte della nobiltà e vescovi.Nel 404 deposto ed esiliato dall’imperatore ,Giovanni,venne definitivamente allontanato da Costantinopoli. Morì il 14 settembre del 407 a Comana,oggi Gumenek,nell’attuale Turchia.

Le spoglie di Giovanni Crisostomo furono collocate nella Basilica Vaticana,a Roma,portate da Costantinopoli nella quarta crociata nel 1204.Nel novembre 2004 papa Giovanni Paolo II fece dono al patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I di una parte delle reliquie di san Giovanni Crisostomo venerate in Vaticano.

A Venezia il luogo di culto dedicato al patriarca di Costantinopoli,è la chiesa di San Giovanni Crisostomo,opera di Mario Codusi.In un reliquiario del cinquecento si trova una sua reliquia (un braccio) proveniente dall’oriente .

san zaccaria

san zaccaria

San Zaccaria
Fu costruita nel IX secolo, per accogliere i resti del padre di San Giovanni Battista che erano stati donati dall’imperatore bizantino Leone V l’Armeno alla città di Venezia.

 
San Nicola

Il nome è composto da due parole: Nikao ” sconfiggere” e Laos , “persone” .

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san nicolò, Lido di Venezia

Nato a Patara , Lycia – 345 d.c Nicola divenne vescovo di Myra (oggi Kocademre ) , città Micia. E conosciuto per la sua gentilezza ed i miracoli che ha fatto tutta la sua vita .

La tomba del santo e nella chiesa di San Nicola ( Demre , Turchia) , ma nel 1087,durante le Crociate,le reliquie sono state rubate e portate a Bari .La tradizione narra che una parte delle osa furono deposte nella chiesa San Nicolò a Lido di Venezia .
Il possesso delle reliquie di San Nicola è stato a lungo conteso tra Venezia e Bari
Nel 1992 una commissione pontificia ha appurato che le reliquie sono divise fra le due città
Bari possiede i frammenti ossei di maggiori dimensioni, mentre Venezia i frammenti più minuti.

E venerato come santo dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, il 6 dicembre.

Altre reliquie.
Convento di Santa Chiara.
Si narra che nel 1262 un pellegrino bussò alle porte del convento,e diede alle monache un cofanetto e un anello da custodire finché non si fosse presentata un altra persona con un anello uguale a prendere la scatola .Dopo 300 anni ,le suore decisero di aprire la scatola e dentro trovarono un chiodo e una pergamena che spiegava che quel chiodo fu portato in salva dal re di Francia san Luigi e proveniva dalla croce di Cristo.

Nella Chiesa dei Frari, in un altare di una bellezza e lavorazione straordinaria è conservata una piccola parte del Sangue di Cristo, mescolato agli unguenti con cui, dopo la morte, era stato trattato il corpo.