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Caravaggio e Venezia

 

 Caravaggio e Venezia

Michelangelo Merisi detto Caravaggio, si forma presso la bottega del pittore Simone Peterzano nella città di Milano.

Michelangelo Caravaggio

Vocazione di San Matteo- Caravaggio

Qui Caravaggio recepisce i modi di due tradizioni diverse: da un lato il realismo lombardo, dall’altro il rinascimento veneto, con il quale viene in contatto quando Peterzano lo porta con se in alcuni viaggi a Venezia,dove ha modo di lasciarsi suggestionare dalle opere di straordinari artisti, e dove conosce l’arte del Tintoretto.

 

 

Influenza Veneziana

….Con il Martirio di San Matteo ha inizio la “poetica caravaggesca” del rapporto luce-ombra che poi si svilupperà nelle opere successive.

Nel dipinto rappresentante la Vocazione di San Matteo il racconto è immerso nella realtà del tempo, con personaggi con abiti moderni. La luce è l’elemento caratterizzante l’intera opera. E’ una luce soffusa che non entra dalla finestra ,fuori scena sulla sinistra ,ma da oltre il braccio del Cristo che emerge dall’ombra sulla destra.
Davanti a quest’opera considerata meravigliosa dai contemporanei lui dice sinceramente:
Io vedo soltanto un’imitazione di Giorgione”
U’altra influenza veneziana, e Lorenzo Lotto.Ritroviamo anche nelle sue opere gli sguardi lotteschi meditabondi e psicologicamente intensi, come quelli del Ritratto di giovane (della Gemäldegalerie di Berlino) e quello di Ludovico Grazioli di collezione privata.

 

 

Giove, Nettuno e Plutone

 

Caravaggio Jupiter Neptune Pluto

Caravaggio Jupiter Neptune PlutoE un dipinto eseguito dal Caravaggio intorno al 1597, e conservato nel casino di Villa Ludovisi, a Roma.

Il dipinto venne realizzato su commissione del suo protettore , Francesco Maria del Monte, sul soffitto della villa del cardinale presso porta Pinciana. In questo camerino, il cardinale si dilettava nell’alchimia e, per tale ragione, Caravaggio vi dipinse un’allegoria della triade alchemica di Paracelso – Giove, personificazioni rispettivamente dello zolfo e dell’aria, Nettuno del mercurio e dell’acqua, e Plutone del cloruro e della terra.

È l’unica pittura murale eseguita dall’artista che aveva sempre dipinto ad olio su tela ed aveva poca pratica nella tecnica della pittura murale .Sapendo che l’olio su muro e difficilissimo da fare perché tende di oscurarsi,staccarsi,perdere la pellicola pittorica ,Michele inizia a studiare le pitture dell’artista veneziano Sebastiano Luciani detto dal Piombo.
Il dipinto ha mostrato il suo volto evidenziando tre divinità mitologiche, Giove, Plutone, Nettuno intorno ad una sfera celeste costellata dei segni zodiacali, con l’aggiunta di due globi luminosi. Dentro la sfera, ruota una fascia con i segni zodiacali.La raffigurazione caravaggesca è un’allegoria del processo alchemico.  I tre dei rappresentano la trasmutazione della materia nei tre stati fondamentali (solido/ liquido/ gassoso), da cui si genera la pietra filosofale ” come geroglifico dell’universo e con essa la luce, rappresentata dal grande globo luminoso dove si uniscono il principio maschile, il Sole e quello femminile, la Luna.
Le sue opere saranno giudicate poco dignitose ,in alcuni casi oltraggiose .Il motivo principale e la scelta dei modelli .Utilizzava prostitute per dipingere le madonne,malati e barboni come modelli per i santi.Inventa un suo particolare repertorio dipingendo giovani presi dalla strada, messi in posa.

Famoso e ammirato nella vita fu quasi dimenticato nei secoli successivi alla sua morte,e solo al inizio del XX secolo la sua importanza nello sviluppo dell’arte pittorica fu universalmente riconosciuta.

 

 

 

 

 

Profumo ispirato a Le Male Jean Paul Gualtier

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PIRAMIDE OLFATTIVA :

Note di Testa: Menta, Lavanda, Bergamotto, artemisia, cardamomo
Note di Cuore: Cannella, Fiori d’Arancio, Cumino
Note di Fondo: Vaniglia, Fava Tonka, Ambra, Legno di Sandalo, Legno di Cedro

Ernest Hemingway ,Venezia

 

Ernest Hemingway
Nasce il 21 luglio 1899 a Oak Park (sobborgo di Chicago).Fin da piccolo impara a praticare diversi sport, fra i quali il pugilato. Il fisico muscoloso, il carattere da attaccabrighe, la predilezione per le grandi mangiate e le formidabili bevute lo rendono un personaggio unico dell’alta società internazionale.

Ernest Hemingway

Ernest Hemingway a Rialto

Il 6 aprile 1918 si presentò come volontario per andare a combattere in Europa con il Corpo di spedizione americano del generale Pershing. Partito con la croce rossa da Chicago, America ,come soldato riformato per un problema all’occhio sinistro,arrivo nel maggio 1918 a Schio ,Italia,in piena guerra mondiale.

Ferito alle gambe ,l’8 luglio del 1918 a Fossalta di Piave,riusci a trascinare sulle spalle un suo amico soldato ,fino allo svenimento.I dottori gli tolsero una trentina di schegge dal piede e dalle gambe.Una settimana dopo ,a Milano, gli tolgono altre 227 schegge. Compiva 19 anni.

Cosi nacque “Addio alle armi”,

pubblicato più tardi,nel 1929 ,che viene salutato con entusiasmo dalla critica e gratificato da un notevole successo commerciale.La sua nuova tecnica narrativa riusci ad influenzare successivamente generazioni intere di scrittori.

hemingway al mercato del pesce

hemingway al mercato del pesce

Si reca poi in Spagna, da dove manda un reportage sulla Guerra civile. Qui aderisce al Fronte Popolare e collabora alla riduzione cinematografica di “La terra di Spagna”.
Tra le opere più straordinarie dello scrittore sono “I quarantanove racconti”, pubblicata nel 1938,che contiene vari racconti tra cui “La capitale del mondo “, “Breve la vita felice di Francis Macomber” e “Le nevi del Chilimangiaro”.
Nel febbraio del 1939 lo troviamo a Cuba lavorando al romanzo “Per chi suona la campana.”
Partecipa alla seconda guerra mondiale,1944.Costituisce una sua sezione del servizio segreto e una unità partigiana con la quale partecipa alla liberazione di Parigi.

Dopo il 1947 Ernest Hemingway trascorre parecchio tempo in Italia. Soggiornò  soprattutto fra Venezia, l’isola di Torcello, Cortina e la laguna di Caorle, dove andava spesso a caccia, ospite di famiglie aristocratiche della zona.

A Venezia, stringe amicizia , con la diciannovenne Adriana Ivancich. La giovane e lui stesso sono i protagonisti del romanzo che sta scrivendo, “Di là dal fiume e tra gli alberi (1950) ,ambientato proprio nei luoghi veneti conosciuti dall’autore .
Si fotografa a Rialto,nel campo della Beccaria ,con il mercato del pesce,che secondo lui assomiglia ad un museo,

d'avanti a hotel Gritti

d’avanti a hotel Gritti

alloggia ad hotel Gritti,alla locanda Cipriani a Torcello,

si ferma al caffè Floriano,e al Harri’s bar ,dove sorseggia il suo “Montgommery”.

Alla fine di marzo,1954,dopo un incidente aviatico, dimagrito di dieci chili, raggiunge Venezia dove il Conte Federico Kechler lo raggiunse e lo accompagnò in varie cliniche per esami  radiografici e visite più complete.

 

Ernest Hemingway,d'avanti alla locanda Cipriani a Torcello

Ernest Hemingway,d’avanti alla locanda Cipriani a Torcello

L’amore per le situazioni di pericolo e il senso della morte lo porto a esperimentare varie avventure nella guerra,ma anche nella vita privata .I numerosi incidenti occorsi nella sua vita in buona misura sono conseguenti al suo voler vivere sempre esperienze limite.
Dopo un nuovo  incidente ,profondamente depresso perché pensa che non riuscirà più a scrivere, il 2 luglio 1961, prende il suo fucile , appoggia la doppia canna alla fronte e si spara.

 

 

A Bassano del Grappa il museo della grande Guerra ,nel’elegante palazzo Ca Erizzo Luca accoglie una sezione dedicata a Ernesto Hemingway.

Leggi di più : http://www.villacaerizzoluca.it/museo_della_grande_guerra.php

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PROFUMO

Sauvage, dior,

PIRAMIDE OLFATTIVA

Note di:

– testa: Pepe, Bergamotto di Reggio Calabria

–  cuore: Geranio, Lavanda, Pepe di Sichuan, Elemi, Vetiver, Patchouli

– fondo: Cedro, Labdano, Ambroxan (Ambra grigia)

PREZZO

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Veduta prospettica di Venezia “a volo d’uccello”

La celebre veduta prospettica di Venezia ,ovvero VENETIE MD ,tradizionalmente attribuita ad Albrecht Dürer,come risulta dall’inventario dei beni del cardinale Francesco Maria del Monte del 1627, venne ritenuta piuttosto opera di Jacopo de’ Barbari nel secolo scorso (entrambi eccelsero nell’arte incisoria).La committenza venne rivolta al Doge Agostino Barbarigo nel 1497, da un mercante tedesco,Anton Kolb.

veduta prospettica di Venezia

veduta prospettica di Venezia

E un capolavoro, straordinario per concezione,una panorama completa della città di Venezia ,un incisione su legno mai vista ,con tecniche straordinarie come rilievo, disegno, traduzione xilografica. Il panorama viene a celebrare mille anni di successi di Venezia e ci premete di vedere come era Venezia su una veduta aerea ,prima dell invenzione del mongolfiera,elicottero,o aereo.Ci fornisce una ricca documentazione sulla storia del edilizia Veneziana.

il vento eurus

il vento eurus

Per stampare tutto il panorama serve una pressa di dimensioni colossali (nel Museo Correr di Venezia si trovano le 6 piastre originali incise alla rovescia per poter stampare questa opera unica nel mondo). Anche la carta viene fabbricata in modo speciale di grandi dimensioni .
Vengono realizzate migliaia di bozze ,da più squadre alcune da terra altre dai campanili.
Con l’aiuto di una bussola o della posizione del sole si tracciavano le facciate delle case .Ora la grande sfida consiste nel assemblarli come in un puzzle gigante,per realizzare una veduta prospettica.
Venezia,sembra ritratta da un punto d’osservazione molto alto, “a volo d’uccello” è ripresa da sud con una parte della Giudecca e l’isola di San Giorgio. Sullo sfondo, oltre alle isole della laguna settentrionale, il profilo delle prealpi con SERAVAL a indicare il passo che conduceva al nord.

nettuno,particolare

nettuno,particolare

La vera conquista è la  riproduzione di strade in scala ,con una precisione dettagliata.La tavola contiene tutti gli edifici importanti della città l’area Marciana, le basiliche dei Frari e dei SS. Giovanni e Paolo,le facciate dei palazzi in Canal Grande, l’Arsenale, con porte, finestre e dettagli architettonici .
Nella prima stampa ,del 1500, il campanile di San Marco viene raffigurato con il tetto a padiglione di tavole e tegole, conseguenza dei danni subiti da un fulmine che si era abbattuto nel 1489.Poi,dopo il rifacimento della cuspide avvenuto dopo il terremoto del 1511 ,il campanile è raffigurato con cuspide piramidale e angelo sulla cima,mentre la data M.D. è stata sostituita da un tassello non datato.La data M.D. e la copertura ribassata per il campanile furono reinseriti in un terzo intervento sulle matrici in legno. La presenza di Mercurio e di Nettuno, la grande quantità di navi in bacino e il brulicare di barche in Canal Grande ne sottolineano la potenza commerciale e marittima della Serenissima.

La veduta prospettica,la regina delle mappe, da la sensazione di essere alzato in aria,  il punto di vista è posto circa a 300 metri sul medio mare,e di volare sopra la città.Se pensiamo bene questo era anche il sogno di Michelangelo.

la prima carta di Venezia 1350

la prima carta di Venezia 1350

La prima mappa di venezia ,tratta da un documento realizzato da Cristoforo Sabbadino 1357.

 

by : http://dipoco.altervista.org/

 

 

Altro articolo su tema :

http://ricerca.gelocal.it/nuovavenezia/archivio/nuovavenezia/2007/05/16/VT2VM_VT203.html

 

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I campanili pendenti a Venezia

I campanili pendenti a Venezia, nel centro storico, sono tre. Il quarto campanile pendente e quello della chiesa di San Martino,a Burano, a otto leghe da Venezia .A causa del cedimento del suolo su cui sorgono, che a Venezia non è dei più solidi, molti campanili presentano la caratteristica di non essere proprio in asse, ma di essere pendenti.
Il Campanile della Chiesa di San Giorgio dei Greci, è il Campanile di Santo Stefano
hanno una inclinazione simile a quella della Torre di Pisa, dalla sommità alla base un’inclinazione di 2 metri circa, ma non sono altrettanto celebri.

san pietro castello

san pietro castello-i campanili pendenti

Il campanile meno pendente dei tre,è quello della basilica di San Pietro di Castello.

La chiesa è situata all’estremità nord-orientale della città di Venezia,nell’isola di S. Pietro , sestiere di Castello, il primo insediamento abitativo e il primo centro religioso, politico e commerciale della città non lontano dai bacini dell’Arsenale.

La prima chiesa,risale al VII secolo,ed è intitolata ai santi bizantini Sergio e Bacco .
La “nuova” chiesa ,edificata nel IX secolo,fu al inizio sede vescovile dipendente dal patriarcato di Grado dal 775 al 1451, poi cattedrale e sede patriarcale di Venezia fino al 1807 – quando il titolo passò a San Marco.

Il campanile e una struttura massiccia ,ma elegante, in pietra d’istria e staccato dal corpo della chiesa. La sua costruzione risale al 1463, anche se nel 1482 venne ricostruito in seguito al danneggiamento da parte di un fulmine (opera di Mauro Codussi 1482-90) .
La piccola cupola della sommità oggi e sostituita da un tamburo poligonale.

Dal 1630 alla caduta della Repubblica la Serenissima Signoria svolgeva un annuale pellegrinaggio nella basilica l’8 gennaio, per celebrare la liberazione della città dalla peste.
L’altar maggiore, di marmi policromi intagliati, realizzato su disegno di Baldassarre Longhena (1649), contenente un’urna con le spoglie del primo Patriarca di Venezia, San Lorenzo Giustiniani. La pala d´altare fu realizzata da Paolo Veronese.
A rafforzare il fascino di questa antica chiesa, nella navata destra è posta la cosiddetta Cattedra di San Pietro, tradizionalmente considerata il seggio del Santo ad Antiochia , proveniente da Antiochia, ma assemblata probabilmente nel XIII secolo utilizzando un’antica stele funeraria di arte arabo-mussulmana con iscrizioni del Corano e decorazioni arabe.

Durante la prima guerra mondiale la cupola è stata colpita due volte da bombe incendiarie .

Aperta al pubblico:

Da lunedì a sabato dalle ore 10.00 alle ore 17.00 (ultimo ingresso ore 16.45).
Domenica, 1 gennaio, 15 agosto, 25 dicembre ,chiuso.
http://www.arte.it/guida-arte/venezia/da-vedere/chiesa/chiesa-di-san-pietro-di-castello-967

 

 
La chiesa di Santo Stefano

Santo Stefano Venezia

Santo Stefano Venezia-CAMPANILI PENDENTI

Si trova nel sestiere di San Marco ,non lontano dal Ponte dell’Accademia ed è la terza chiesa conventuale veneziana assieme ai Frari e santissimi Giovanni e Paolo.
Il suo campanile, staccato dal corpo della chiesa, con i suoi 66 metri è uno dei più alti di tutta la città.Di impianto romanico con cella a tre archi e sovrastato da un tamburo ottagonale. 
Il campanile pendente di Santo Stefano ,ricostruito, in secoli diversi, ben quattro volte ha rischiato di crollare più volte è sta in piedi per miracolo.

Durante la sua (ultima) costruzione,raggiunta un’altezza di circa 30 metri, un cedimento delle fondamenta lo fece inclinare, ma i lavori continuarono e al altezza di 66 metri arrivo con un’inclinazione dalla sommità alla base di 2 metri circa.Vicino alle sue fondamenta si vedono i grandi supporti che lo sostengono e gli impediscono di cadere.

La chiesa fu spesso teatro di episodi di violenza e anche di omicidi, tanto che per questo motivo nel corso dei secoli venne sconsacrata per ben sei volte.
Il portale,è in stile gotico fiorito veneziano della bottega di Bartolomeo Bon.La sagrestia contiene un vero e proprio museo di grandi nomi del Rinascimento veneziano. Ospita quattro tele di Jacopo Tintoretto: Resurrezione (1565) , l’Ultima Cena (1579-80), Cristo lava i piedi agli apostoli (1579-80) e l’Orazione nell’orto (1579-80). Altro grande artista presente in questo spazio è Antonio Vivarini con due notevoli opere: San Nicola di Bari e San Lorenzo martire (1475);sopra il Martirio di Santo Stefano (1630 -1638) di Sante Peranda.
Nella chiesa si conserva il corpo di santo Stefano protomartire.
http://dipoco.altervista.org/venezia-la-chiesa-di-santo-stefano/

Sotto l’altare della chiesa passa un canale, navigabile solo con bassa marea.
Nel centro del Campo Santo Stefano è situato il monumento a Nicolò Tommaseo letterato e patriota veneziano del XIX secolo.
In questa grande piazza di Venezia sorgeva un tempo la Chiesa di S. Angelo ed a lato esisteva un campanile, anch’esso pendente.

http://www.arte.it/guida-arte/venezia/da-vedere/chiesa/chiesa-di-santo-stefano-798
La chiesa di San Giorgio dei Greci.

san giorgio dei greci sam

san giorgio dei greci

Al momento del crollo dell’impero bizantino e della presa di Costantinopoli da parte dei turchi, un certo numero di greci ortodossi cercò riparo nella città lagunare. Ben presto ebbero bisogno d’una chiesa .
L’erezione della chiesa di San Giorgio dei Greci iniziò nel 1536 su progetto di Sante Lombardo e fu ultimata nel 1561 sotto la guida di Giannantonio Chiona,nel sestiere di Castello,non distante dalla Riva degli Schiavoni ,nelle vicinanze della chiesa di San Zaccaria.La sua costruzione si è resa possibile grazie ai contributi dei greci ortodossi di Venezia e dei marinai greci di passaggio nella città.Nel periodo di massima fioritura Venezia contava circa 12.000 greci.

Il Campanile fu edificato da Bernardo Ongarin tra il 1587 ed il 1592, su progetto di Simone Sorella.Il campanile pende da quando fu costruito, perché il terreno su cui poggia cedette da un lato.
Pur non presentando particolari rischi, viene comunque continuamente monitorato dal comune di Venezia.

La sua pendenza e ben visibile dal ponte sul rio dei Greci,vicino al ponte dei sospiri,e ogni turista che è passato questo ponte lo ha fotografato.
La chiesa di San Giorgio godeva del particolare privilegio di essere sottoposta direttamente al Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, il quale vi inviava i propri chierici, quasi tutti personaggi eminenti dell’epoca. Attorno alla chiesa si è sviluppato il famoso quartiere dei greci.
L’interno ha una struttura a navata unica ed è ricoperto di affreschi, opera di Giovanni di Cipro.L’iconostasi è caratterizzata da decorazioni in marmo e da pitture di Michele Damasceno raffiguranti vari santi e, sull’architrave, le Dodici feste. Nella parte centrale ,un “Cristo Pantocrator” ,la più importante opera della chiesa ,opera di anonimo bizantino ,completa la decorazione dell’iconostasi risalente alla fine del Trecento .Sono inoltre presenti numerose altre opere pittoriche (Ascensione di Giovanni Ciprioto; la tavola Ultima Cena del cretese Benedetto Emporios; Deposizione di Michele Damasceno).

 

La conquista della Repubblica di Venezia da parte di Napoleone, nel 1797,ha causato la decadenza della ricchissima comunità greco-ortodossa della città lagunare.
La vicina Scuola di San Nicolò dei Greci, ridisegnata da Baldassare Lunghena nel 1678, è ora il Museo delle Icone dell’Istituto Ellenico.

http://www.veneziasi.it/it/chiese-venezia/chiesa-san-giorgio-greci.html
Chiesa di San Martino a Burano,a otto leghe da Venezia.

burano campanile

burano campanile

Al inizio chiesa parrocchiale di Burano, divenne chiesa di San Martino, vescovo di Tours dopo l’anno 1000 .
Fu costruita tra il 1500 e il 1600 e fu consacrata il 29 ottobre del 1645 dall’allora vescovo di Torcello Marco Antonio Martinengo.
Il campanile, alto 53 metri è a pianta quadrata. Costruito nel XVII secolo, ha caratteristiche architettoniche rinascimentali e neoclassiche. Ha subito vari restauri nel corso dei secoli, soprattutto nella parte alta, dalla cella campanaria in su.
Tra le opere di manutenzione nota è quella realizzata su progetto del Tiralli, avvenuta tra il 1703 e il 1714. L’angelo in bronzo della sommità fu distrutto dall’uragano che colpì l’isola il 25 settembre 1867,e sostituito poi da una croce di ferro.
La struttura subì i primi cedimenti già in fase di costruzione che progredirono lentamente fino al secondo dopoguerra, epoca in cui si registrarono rapidi incrementi al punto tale che il Comune di Venezia diede corso ad un intervento di consolidamento statico concluso nel 1970. A causa di un cedimento del terreno è inclinato sull’asse di 1,83 m.

Vista dall’esterno, la chiesa manca di ingresso principale, infatti si entra lateralmente da una porta ,vicina alla Cappella di Santa Barbara.

L’interno, strutturato su una pianta a croce latina con soffitto a volta, è a tre navate con transetto .
Nel primo altare a sinistra si trova il dipinto di Jacopo Palma il Giovane San Rocco, San Sebastiano e Sant’Antonio Abate. A sinistra dell’altare vi è una porta che conduce alla sacrestia, dove sono conservati “L’Addolorata”, di Nicola Grassi, sec. XVIII e il “Cristo Sorretto da un Angelo” attribuito ad Antonio Zanchi, sec. XVIII.Poco più avanti è possibile ammirare la “Crocifissione” (1725), opera giovanile di Giambattista Tiepolo (1696 – 1770).
Secondo la tradizione furono tre santi a difendere la diocesi di Torcello dalla peste, per la quale morirono migliaia di persone.La popolazione inizio la costruzione di un altare non appena passò il pericolo della peste.La pala che adorna l’altare, opera di Bernardino Prudenti (sec. XVII), rappresentante i tre santi :Sant’Albano tra San Domenico e Sant’Orso, con la sua data di creazione (1638). Sotto la mensa dell’altare è situato un sarcofago di marmo su cui riposano i corpi dei tre santi.
Nella chiesa si conservano anche le reliquie di Santa Barbara.
La piazza di Burano, è stata dedicata a Baldassarre Galuppi (1706-1785),nato a Burano, uno dei compositori più originali d’Italia nel genere comico, detto “Il Buranello”.

http://www.turismovenezia.it/Venezia/Chiesa-di-San-Martino-Vescovo-Burano-6119.html

 
Vi sono stati dei tentativi per raddrizzarne alcuni campanili pendenti in varie parti di Venezia. Un tentativo fortunato fu quello, dell’architetto Giuseppe Sardi con il campanile dei Carmini:
Nel 1678 Sardi progettò il campanile della chiesa di Santa Maria dei Carmini, che però divenne pericolosamente pendente a causa di un errore del capomastro a cui era affidata la sua esecuzione. Quest’ultimo venne soprannominato Lo Stortina, ma per Sardi la cosa non fu così divertente. Gli esperti ne richiesero la demolizione, ma lui provò in tutti i modi a raddrizzare il campanile – e ci riuscì!
Altri interventi furono meno fortunati e furono la causa del definitivo crollo del campanile,
oppure sono stati mozzati perché erano tropo pericolanti (San Boldo, Santa Margherita).

Visita il mio sito:  http://ginocosta.altervista.org/blog/reddito-extra/

Su facebook :  https://www.facebook.com/pages/Venezia/630678023668582?ref=profile

Venezia- un museo, orari e prezzi

Un museo al aperto,Venezia ,è tra le più belle città del mondo ed e considerata, assieme alla sua laguna, tra i siti italiani patrimonio dell’umanità. Per chi entra per al prima volta in Venezia ,rimane colpito dal paesaggio di una città che sembra uno scenario di un film dove tutto e d’epoca ,dove il tempo sembra essere fermato due secoli fa.

Di seguito puoi leggere una breve descrizione dei principali musei di Venezia , gli prezzi e orari.  

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ENGLISH : http://dipoco.altervista.org/venice-museum/

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Palazzo Ducale :

palazzo ducale,e la basilica di san marco-Venezia

palazzo ducale,e la basilica di san marco-Venezia

Considerata la struttura civica più grandiosa in Italia risale 1309. Nel 1577 un incendio distrugge gran parte della costruzione. E stato il luogo più potente d’Europa per 400 anni. Il palazzo Ducale ha svolto tre ruoli principali: residenza del Doge, la sede del governo e palazzo di giustizia .

museo orari :

dal 1 aprile al 31 ottobre. 8.30 – 19.00 (ingresso consentito fino alle 18.00)

dal 1 novembre al 31 marzo 8.30 – 17.30 (ingresso consentito fino alle 16.30)

Chiuso il 25 dicembre e 1 gennaio

Biglietteria: http://palazzoducale.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/

Indirizzo: Piazza San Marco, 1, 30124 Venezia ;Telefono:041 271 5911

Il MUSEUM PASS Palazzo Ducale e altri 10 musei di Venezia,è un ingresso cumulativo per i Musei Civici aperti e quelli collegati. (non sono inclusi Palazzo Fortuny e la Torre dell’Orologio). Ha validità per 6 mesi e consente una sola entrata in ogni Museo, inoltre può essere ritirato in qualsiasi museo inserito nel pass

.http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg%5Bevento%5D&id_evento=1017029&wms_op=museiCivici

Basilica di San Marco

Il campanile e la Basilica di San Marco-Venezia

Il campanile e la Basilica di San Marco-Venezia

Un articolo che presenta la storia della basilica di San Marco: http://dipoco.altervista.org/venezia-basilica-di-san-marco-storie-e-realta/

Orari: Basilica: 9.45 – 17.00 –

Domenica e giorni festivi: 14.00 – 17.00 (ingresso gratuito) mentre il Museo di San Marco,Pala d’oro, Tesoro,l’ingresso e a pagamento;

biglieteria : http://www.basilicasanmarco.it/WAI/ita/visite/interne/orari.bsm

Campanile di San Marco:

La storia del crollo,del anno 1902:    http://dipoco.altervista.org/572/

Alto 98,6 metri è uno dei campanili più alti d’Italia.La costruzione, ebbe in origine funzione di torre di avvistamento e di faro.Nel 1609 Galileo Galilei utilizzò il campanile per fare una dimostrazione del suo cannocchiale.

Orari Invernale 09:30 – 16:00

Estivo 09:00 – 21:00

biglieteria: http://teatriemusei.ovest.com/it/campanile-di-san-marco-a-venezia.php

Museo Civico Correr:

Il Museo propone diversi percorsi, appassionanti itinerari alla scoperta dell’Arte e della Storia di Venezia: l’Ala Napoleonica,ospita una collezione di opere del scultore ,di Antonio Canova (1757-1822); poi si passa alle Procuratie Nuove, ideate dall’architetto Vincenzo Scamozzi (1552-1616). Qui, nelle ampie sale sono illustrati diversi aspetti della Civiltà Veneziana. Vi è inoltre inoltre l’esposizione delle collezioni d’arte antica, al secondo piano,con importanti capolavori dell’arte veneta dalle origini al Cinquecento.

Orari museo: 10.00 – 19.00 dal 1 aprile al 31 ottobre

10.00 – 17.00 dal 1 novembre al 31 marzo;

il 25 dicembre e 1 gennaio Chiuso

Biglietteria chiude un ora prima.

Biglieteria: http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[festivalDetail]&id=570&wms_op=museiCivici&SiteVersion=1

Indirizzo: Piazza San Marco, 52, 30124 Venezia . Telefono: 041 240 5211

Ca' d'Oro  Venezia

Ca’ d’Oro Venezia

Ca’ D’oro

La denominazione deriva dal fatto che in origine alcune parti della facciata erano ricoperte d’oro. Questa rifinitura faceva parte di una complessa policromia, oggi scomparsa, ritenuta uno dei massimi esempi del gotico fiorito a Venezia. La galleria ospita la collezione di opere d’arte raccolta da Giorgio Franchetti nella sua vita. In seguito alla donazione allo Stato italiano (1916) sono affiancate alcune raccolte statali da cui provengono la maggior parte dei bronzi e delle sculture esposte, oltre a numerosi dipinti veneti e fiamminghi.

Orari di apertura

Lunedì 08:15 – 14:00

Dal martedì alla domenica 08:15 – 19:15

L’accesso alla Ca’ d’Oro è consentito ad un massimo di 30 persone alla volta. La prenotazione per i gruppi è obbligatoria, il costo è di € 1,50 a persona per gli adulti e € 7,00 per i gruppi di studenti.

Telefono +39 041.5222349

Sito internet : www.cadoro.org

Prezzo per persona: € 6,00 senza esposizioni

Prezzo per i minori di 18 anni: gratuito

Prezzo dai 18 ai 25 anni: € 3,00 senza esposizioni

Prezzo per oltre i 65 anni :gratuito Studenti (con lista nominativa firmata dalla scuola) :gratuito In caso di mostre il biglietto subirà variazioni.

Indirizzo: Cannaregio, 3932, 30121 Venezia Telefono:041 522 2349

Peggy Guggenheim collection

La Collezione Peggy Guggenheim è uno dei musei più importanti in Italia per l’arte europea e americana del 20 ° secolo. Si trova a Peggy ex casa del Guggenheim, Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande a Venezia.

Orario museo

Apertura 10-18 tutti i giorni

Chiuso il martedì e il 25 dicembre Informazioni generali tel: 041.2405.411 fax: 041.520.6885 e-mail: [email protected]

Biglieteria: http://www.guggenheim-venice.it/museum/info_biglietteria.html

Indirizzo: Dorsoduro, 701-704, 30123 Venezia Telefono: 041 240 5411

museo ebraico Venezia

museo ebraico Venezia

Museo Ebraico di Venezia

Avvertendo la necessità di organizzare la presenza ebraica in Venezia, il governo della Repubblica, con decreto del 29 marzo 1516, stabilì che questi dovessero abitare tutti in una sola zona della città, nell’area dove anticamente erano situate le fonderie, “geti” in veneziano; inoltre stabilì che dovessero portare un segno di identificazione e li obbligò a gestire banchi di pegno a tassi stabiliti dalla Serenissima, nonché a sottostare a molte altre regole, per avere in cambio libertà di culto e protezione in caso di guerra.

Il museo è diviso in due aree, la prima dedicata al ciclo delle festività ebraiche e agli oggetti utilizzati per la liturgia, la seconda – impostata più didatticamente – racconta la storia degli ebrei veneziani attraverso immagini e oggetti.

Orario museo

Aperto 09.00 – 19.00 dal 1 giugno al 30 settembre 09.00 – 17.30

Chiuso dal 1 ottobre al 31 maggio

Museo, sinagoghe e cimitero sono chiusi il sabato e le festività ebraiche, 25 dicembre, 1° gennaio e 1° maggio.

Biglieteria: http://www.coopculture.it/ticket.cfm?office=Museo%20Ebraico%20di%20Venezia&id=38 http://www.museoebraico.it/informazioni.html

Indirizzo: Sestiere Cannaregio, 2902/b, 30121 Venezia ,Telefono:041 715359

Ca Pesaro ,museo

Ca Pesaro ,museo

Ca’ Pesaro,

il più importante palazzo barocco della città, opera di Baldassarre Longhena.Dal 1902 è sede della collezione d’arte moderna del Comune di Venezia; museo orientale; collezione di sculture.

Orari museo.

Dal 1 aprile al 31 ottobre 10 – 18 (biglietteria 10 – 17)

Dal 1 novembre al 31 marzo 10 – 17 (biglietteria 10 – 16)

Chiuso lunedì e 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio

Biglieteria: http://www.vivaticket.it/index.php?nvpg[festivalDetail]&id=573&Language=ITA&wms_op=museiCivici&SiteVersion=1 Indirizzo: Santa Croce, 2076, 30135 Venezia Telefono:041 721127

Ca’Rezzonico

Ca Rezzonico Venezia

Ca Rezzonico Venezia

A Ca’ Rezzonico, in uno splendido palazzo di Baldassarre Longhena, una ricca dimora veneziana ospita una preziosa raccolta di mobili e dipinti del Settecento veneziano.

Orari museo: dal 1 aprile al 31 ottobre 10.00 – 18.00 (biglietteria 10.00 – 17.00)

dal 1 novembre al 31 marzo 10.00 – 17.00 (biglietteria 10.00 – 16.00)

Chiuso martedì, 25 dicembre, 1 gennaio e 1 maggio

Biglieteria: http://carezzonico.visitmuve.it/it/pianifica-la-tua-visita/biglietti/

Indirizzo: Dorsoduro 3136 – Fondamenta Rezzonico, 30123, Venezia  ,Dorsoduro

Tel.: Call center tel. 848082000 – dall’estero tel. (+39)04142730892

Web: http://carezzonico.visitmuve.it/

Se non hai soldi e decidi di fare una breve visita,guarda il sito; “Cosa fare a Venezia con meno di 5 Euro”. http://www.venicebanana.com/a_meno_di_5_euro.html

 

Segue  http://dipoco.altervista.org/venezia-musei/

Biennale Venezia

Biennale Venezia

Biennale Venezia

Storia;

La prima Biennale internazionale d’arte di Venezia viene inaugurata,ai giardini di castello ,il 30 aprile 1895.Sono presenti il re Umberto I e la regina Margherita.

Dalla prima esposizione vediamo la partecipazione internazionale dell Belgio,Austria -Ungheria,Danimarca ,Francia ,Germania ,Inghilterra , Norvegia ,Olanda ,Russia ,Spania ,Svezia.

Nelle prime edizioni della Biennale,tutte le opere erano raccolte nel Palazzo del’esposizione , che al inizio si chiamava “Pro Arte “,con la facciata classica progetta dai pittori Marius de Maria ,e Bartolomeo Bezzi. Chiamato in seguito “Italia “il padiglione subi nel tempo ampliamenti e modifiche ,principalmente nella sua facciata .

Poi anche i paesi stranieri iniziarono a costruire il proprio padiglione .Il primo fu Belga (1907) ,poi Ungheria ,Germania,Inghilterra (1909) Francia (1912),Russia (1914).

Il padiglione di Venezia -1932 fu progettato dal architetto Brenno del Giudice,destinatoBiennale Venezia ad accogliere le arti decorative veneziane ,in particolare vetro e merletto. Negli anni settanta la Biennale esce dal “recinto” dei giardini per individuare nuovi spazzi espositivi nel intera città. Per questo motivo sono stati restaurati ed attrezzati nuovi edifici dell’Arsenale – (le Corderie 1980).

Nel 1930 la Biennale organizza il primo festival della musica contemporanea ;

1932 la prima Mostra internazionale dell arte cinematografica ,una delle più importante mostre del settore; 1930 il primo festival del teatro;

1980 prima mostra internazionale di architettura ;

1990 il primo festival della danza. giardini-biennale Dal 1910 iniziano ad essere presentate mostre personali di grande rilievo internazionale come Gustav Klimt (acquistata per il museo Ca Pesaro),Pierre Auguste Renoir, Gustave Colbert ;e mostre dedicate agli artisti impressionisti come :Paul Cesano (1929),Vincent Van Gogh (1920),Amedeo Modigliani (1922),Edgard Degas (1924),August Renoir (1938),Franz Marc (1928),Paul Gauguin (1920),Monet(1932).

Dopoguerra ,la Biennale premete un reale aggiornamento sui movimenti artistici contemporanei con mostre dedicate al impressionismo 1948,Movimento Fauves 1950;ai Cubisti 1950,Futurismo storico 1950,Espressionismo 1952,Scultura contemporanea 1952,Surrealismo 1954,Arta astratta 1954,Pittura Americana 1956. In questi anni si formano correnti e pittori italiani che avranno una grande rilevanza nel panorama artistico nazionale.

Negli anni sessanta la Biennale continua la politica di aggiornamento facendosi promotrice delle nuove correnti artistiche con il movimento Pop Art americano -che ha un grandissimo successo. il padiglioneSeguono gli anni sessanta con le correnti artistiche : Land Art, L’arte Povera ,Body art happening, Videoarte, Fotografia.

Negli anni ottanta e novanta,la Biennale attraversa momenti di crisi e successo,cercando una nuova identità .

Il 23 gennaio 1998 viene approvato il decreto legislativo con cui la Biennale è trasformata in personalità giuridica di diritto privato e assume la denominazione di “Società di Cultura” La Biennale di Venezia.

Gli spazi del Arsenale dedicati alla Biennale si ampliano,comprendendo  le Corderie, Artiglierie, Gaggiandre, alcune Tese Cinquecentesche e le Tese delle Vergini.

2001 -Shakespeare & Shakespeare, un progetto interdisciplinare che vede coinvolti tutti i settori della Biennale in un comune omaggio all’opera shakespeariana.

2002 Temps d’images, dedicato ai rapporti tra spettacolo dal vivo,nuove forme di creatività e media televisivi e cinematografici; il festival ha luogo anche a Bruxelles e Parigi.

Dal 15 giugno al 2 novembre 2003 la mostra registra l’afflusso record di 260.000 visitatori;

La Biennale di Venezia ,  festival del film , Lido

La Biennale di Venezia , festival del film , Lido

Il 15 gennaio 2004 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di riordino della Biennale, che viene trasformata in Fondazione.

Biennale d’arte di Venezia 2013: i segni di una rivoluzione .Il tentativo è chiaro fin da subito: ridare un valore al immagine.

I specifici pass per più ingressi con diverse formule cumulative , permettono di unire alla visita dei padiglioni anche quella del :

57° Festival Internazionale di Musica Contemporanea,

del 42° Festival Internazionale del Teatro

e della 70° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica (dal 28 agosto al 7 settembre 2013).

La 55 esima edizione della Biennale di Venezia , il più grande palcoscenico del mondo dell’arte internazionale,chiude con oltre 475.000 visitatori.

2014 La 14 esima edizione di Mostra di Architettura della Biennale di Venezia,torna all’antico e sperimenta il futuro.

Calendario 2014 http://www.labiennale.org/it/calendario/

Dal 7 giugno al 23 novembre apre al pubblico Fundamentals, la 14 esima Mostra di Architettura diretta da Rem Koolhaas. 66 i Paesi partecipanti: nei loro padiglioni raccontano come è cambiato il modo di costruire negli ultimi 100 anni http://www.labiennale.org/it/architettura/news/25-01.html?back=true

Heinz Mack-Le collone d'oro

Heinz Mack-Le collone d’oro

Dal 3 giugno al 23 novembre 2014, in concomitanza della Biennale di Architettura, l’installazione dell’artista tedesco Heinz Mack rimarrà esposta sul piazzale dell’isola di San Giorgio Maggiore. Sono ben 850.000 le tessere di mosaico in foglia d’oro realizzate dall’azienda vicentina Trend per rivestire le 9 svettanti colonne, alte oltre 7 metri, dell’installazione dell’artista tedesco Heinz Mack.

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