Venezia, scale

Le scale a Venezia ,sono di vari tipi e modelli,dalle scale esterne scoperte ,fatte di marmo , che consentono di entrare nelle abitazioni,alla scala a “L” nella corte che collega i magazzini del piano terra, ai piani nobili superiori ,o alle torri scalari medievali a chiocciola costruite dove mancava lo spazio.Alcune scale di Venezia,vere opere d’arte ,meritano nominate,e cominciano con le più spettacolari,quelle a chiocciola,a “bovolo” in dialetto veneziano.

ca d'oro,scala a "L"

ca d’oro,scala a “L”

Le scale a chiocciola dette egizie furono trovate ai tempi di Archimede usate dai schiavi per scavare le miniere.Si ritrovano poi nel tempio di Giove “per accendere alla sommità”,oppure sulla colona Trajana ed Antoniana.Ma delle scale a lumaca vuote al centro non si ha altro antico vestigio che quello di Portico di Pompeo in Roma.Delle scale ovate vuote non si trovano trace tra gli antichi.

 

scala del bovolo

scala del bovolo

Palazzo del “bovolo”
Il palazzo fu costruito tra il trecento e il quattrocento come dimora dei Contarini “di San Paternian”. Alla fine del quattrocento, per via dell’aggiunta della torre cilindrica traforata con archeggiature accendenti e la ampia scala a chiocciola.I Contarini furono soprannominati  “dal Bovolo”,(chiocciola in dialetto veneziano).La scala congiunge le logge sovrapposte dei cinque piani del palazzo e si conclude con una loggia a cupola dal quale si può ammirare la città.Nel 1859, Wilhelm Tempel condusse le prime osservazioni astronomiche dalla torre, con un telescopio di sua proprietà. Qui scoprì, il 2 aprile 1859, la
cometa C/1859 G1, ed il 19 ottobre 1859 la Nebulosa di Merope nella costellazione delle Pleiadi.

Da Campo Manin troverete due minuscole tabelle in alto che ve ne indicheranno la strada.
Attualmente e chiuso per ristrutturazione,ma si può fotografare da fuori.

Leggi di più . http://venicewiki.org/wiki/Scala_Contarini_del_Bovolo

 

La
 scala
 a
 chiocciola
 più 
bella 
del
 mondo”


J.
W.
Goethe,
Viaggio
 in
 Italia.

 scale ovate vuote,Paladdio

scale ovate vuote,Paladdio

Un capolavoro in un capolavoro ,il Convento della Carità, ora Accademia di Belle arti, è la straordinaria scala ovale con gradini pensili incastonati nella parete, che si snoda dal pianterreno fino all’ultimo piano.Se una scala una chiocciola normale in quell’epoca gira intorno ad uno stipite cilindrico o intorno ad un muro ,la scala ovale ideata da Palladio gira intorno a se stessa ,incastrata nel muro .Un esempio di un innovativa arte architettonica. La luce su tutte le scale interne deve venire dalle finestre poste sui piani di fianco o d’avanti alle scale. Ma su una scala a lumaca la luce può venire dal alto da un apertura o lanterna praticata in mezzo alla chiocciola.

 

scala ovale del palazzo cini di San Vio

scala ovale del palazzo cini di San Vio

Il piccolo Palazzo Cini di San Vio era la dimora di Vittorio Cini. Ma immenso per la qualità dei suoi ospiti: Giotto, Beato Angelico, Piero di Cosimo, Pontormo, Botticelli, Filippo Lippi.
Tomaso Buzzi. In suoi spazi angusti si sviluppa una perfetta scala ovale che non sfigura di fronte ai suoi storici modelli.

 

Scala dei Giganti

Scala dei Giganti

 

La scala dei giganti, Palazzo Ducale
Era il luogo di incoronazione dei Dogi, e fu luogo in cui venne eseguita la condanna del doge Falier.La scala prende il nome dai due “giganti”, le grandi statue raffiguranti Marte dio della guerra e Nettuno,dio del mare,poste ai lati.Il cerimoniale dell’incoronazione del doge prevedeva che quest’ultimo salisse sulla sommità della Scala, dove riceveva il corno ducale, cioè il berretto del doge.Successivamente il nuovo doge pronunciava il giuramento di fedeltà alla Repubblica e di rispetto della costituzione.

scala d'oro

scala d’oro

Scala d’oro.
La scala si organizza su cinque rampe,un tempo era riservata al passaggio dei Magistrati e ai personaggi illustri.E rimarcabile per le dorature e delle pitture in stucco bianco e foglia d’oro zecchino che si snodano sulle rampe che portano all’Appartamento ducale ed alle sale del governo veneziano.Le opere sono state eseguite a partire dal 1557 da Alessandro Vittoria.
Fondazione Cini

fondazione cini ,scala ,longhena

fondazione cini ,scala ,longhena

 

 

Il grande complesso monumentale del Monastero Benedettino ,venne abbandonato alla fine del settecento in seguito alla ceduta della Repubblica.Nel 1951 il fondatore Vittorio Cini comincia una vasta opera di restauro .La fondazione sara aperta in memoria del suo figlio Giorgio ,morto in un incidente con il suo aereo privato vicino a Cannes.Ritornano alla luce la biblioteca seicentesca,che adesso supera i 300 mila volumi, la fototeca con le 750 mila immagini, la più vasta raccolta di libretti d’opera del mondo e  che una volta portava verso gli appartamenti del abate , di Baltasare Longhena.Organizzato su due rampe scenograficamente illuminate è decorato con statue di Virtù e dalla tela di Valentin Lefèvre con la Scala di Giacobbe.

scala ovale del Sardi Chiesa dell' ospedaletto

scala ovale del Sardi Chiesa dell’ ospedaletto

Degni di essere menzionate sono: gli scaloni monumentali delle Scuole grandi di san Marco e di san Giovanni Evangelista, realizzati da Codussi;lo scalone “reale” a rampe divaricate, che Sansovino costruirà nella zecca,o lo scalone scenografico che resta unico nell’architettura veneziana privata,(palazzo Loredàn a santo Stefano),creata da l’architetto Antonio Abbondi (lo Scarpagnino) .
Scala mata

Avevo quattro o Cinque anni, forse sei, quando mia nonna si faceva accompagnare da me al Ghetto Vecchio di Venezia. Andavamo a visitare una sua amica, la signora Bora Levi, che abitava in una casa vecchia. A questa casa si accedeva salendo un’antica scala di legno esterna chiamata “scala matta” oppure “scala delle pantegane”.

scala matta,ghetto vecchio

scala matta,ghetto vecchio

“Favola di Venezia” Hugo Pratt
Per legge,agli Ebrei, non era consentito costruire nuovi edifici.Lo spazio risultò presto  insufficiente .L’unica soluzione d’espansione era costruire sopraelevazioni ad edifici già esistenti. Le case furono frazionate con tramezzi di legno. Si arrivo cosi a edifici di otto, nove piani,creando i primi grattacieli del Cinquecento,in una Venezia dove le case non hanno più tre-quattro piani.Un’antica scala di legno esterna chiamata “scala matta”, oppure “scala delle pantegane “collegava due di questi ” grattacieli”.Immaginatevi una persona che saliva ed altra che scendeva,magari con i bambini,o qualche animaletto capra o pecora, oppure un oca,anatra o gallina che spesso si portavano fuori nel campo.Immaginatevi due persone che litigavano attraverso queste scale,magari dai piani diversi o dai palazzi diversi.Vivere in queste condizioni era “da matti” , e per questo si chiamava ” la scala mata”,(in dialetto non si usano le doppie.)

 

Venezia, Gobbo de Rialto

Venezia, Gobbo de Rialto

Il gobbo di Rialto
in Campo San Giacometto. Si dice che rappresenti una ladro realmente esistito condannato a sostenere una scala di marmo fino a morirne. Altri dicono che è un uomo inginocchiato che sta sostenendo la scala che permetteva agli araldi di leggere i loro bandi.La statua veniva anche baciata dai ladri condannati a correre nudi tra due file di persone che li frustravano da San Marco a Rialto. Arrivati al gobbo lo baciavano perché segnava il termine della loro sofferenza.

 

 

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